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Chiusura Ginecologia, la protesta arriva a Napoli

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Il summit al Continental di Napoli

Dai portici di Cava de’ Tirreni fino a Napoli per manifestare contro lo smantellamento della sanità pubblica in Campania. Si allarga, e abbraccia altri comuni del salernitano, il raggio di quella protesta che dalla chiusura delle unità materno-infantili al “Santa Maria Incoronata dell’Olmo” ha preso le mosse lo scorso gennaio. Quale miglior occasione, dunque, per far sentire la propria voce mentre all’Hotel Continental di Napoli si stava svolgendo un incontro tra i vertici regionali e nazionali proprio sul tema della sanità?

 

Presenze e assenze

Il summit era in programma ieri pomeriggio e i membri del comitato “Diritto alla salute per Cava de’ Tirreni”, sulle barricate ormai dallo scorso dicembre, non si sono certo sottratto a questo ennesimo appuntamento, ben conscio che non avrebbero potuto presenziare se non dall’esterno. Peccato che all’appello, loro sì che erano stati chiamati a partecipare, mancassero il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin e il Commissario alla Sanità della Regione Campania, Joseph Polimeni.

 

In centinai a protestare

«Non sappiamo quale siano state le motivazioni di questo cambio di programma del Ministro e del Commissario – spiegano gli attivisti del comitato – Quello che sappiamo è che, nonostante l’orario lavorativo e la notizia dell’incontro circolata con pochissimo preavviso, centinaia di cittadini di Napoli e della provincia di Salerno si sono dati appuntamento di fronte all’Hotel Continental per far giungere la propria voce ai principali responsabili dei processi di smantellamento e progressiva privatizzazione della sanità pubblica in Campania».

 

Le voci di Cava de’ Tirreni

«Anche noi del Comitato Diritto alla Salute per Cava de’ Tirreni – raccontano i membri – eravamo presenti a Napoli con un nostro striscione: abbiamo rivendicato la riapertura del reparto di Ginecologia e Ostetricia, abbiamo sottolineato che gli ospedali di Nocera Inferiore e Salerno sono già al collasso per mancanza di personale e di posti letto e che queste politiche non fanno altro che favorire gli interessi delle cliniche private, trasformando un diritto di tutti in un lusso per le classi sociali più agiate. Non possiamo e non vogliamo permetterlo! Grazie al presidio abbiamo consolidato il rapporto stabilito nei mesi scorsi con gli altri comitati che difendono il diritto alla salute nella regione Campania e continueremo questa battaglia con loro, chiedendo a gran voce la partecipazione popolare alle decisioni che riguardano la nostra salute. Tutelate i nostri diritti, basta fare affari sulla nostra pelle!»

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