Campania Cava de' Tirreni

A Cava de’ Tirreni iscrizione anagrafica per i senza dimora

assunzioni

Si chiama “Via delle Possibilità”. Approvata nei giorni scorsi dalla giunta comunale

Un indirizzo virtuale per registrare e censire i senzatetto e garantire loro l’accesso ai servizi di sussidio e sostegno erogati dai Servizi Sociali: si chiama “Via delle Possibilità” ed è una strada che, in realtà, non esiste. Insomma un recapito domiciliare fittizio, con tanto di numeri civici, necessario però a garantire il diritto all’iscrizione anagrafica di tutti i cittadini, anche quelli senzatetto, e assolvere così alla registrazione di tutta la popolazione stabilmente presente sul territorio.

La procedura – ufficialmente denominata “iscrizione anagrafica per i senza dimora” – è stata approvata nei giorni scorsi a Palazzo di Città dalla giunta comunale e formalizzata con apposita delibera sottoscritta dal sindaco Vincenzo Servalli.

«Il diritto di residenza e, dunque, all’iscrizione anagrafica presso il nostro Comune – ha detto il primo cittadino – rappresenta uno dei principali requisiti per accede ad ogni altro servizio e prestazione pubblica sul territorio comunale. L’iscrizione anagrafica, quindi, costituisce condizione necessaria per favorire un percorso di inclusione sociale attiva, che, a seguito della crisi economico-sociale, include forme particolari di disagio, le quali spesso preannunciano la perdita della casa e delle condizioni minime per il soddisfacimento dei bisogni primari».

In tale ottica diventa di fondamentale importanza il ruolo assunto dai Servizi Sociali nell’iter procedurale di iscrizione anagrafica in “Via delle Possibilità” da parte di quei soggetti che vivono in situazioni di disagio sociale. Toccherà, infatti, all’ufficio preposto acquisire informazioni sull’effettiva situazione del soggetto richiedente l’iscrizione anagrafica sul territorio comunale per semplice domiciliazione, nell’impossibilità di procedere a verifiche domiciliari tramite la Polizia Locale nei confronti di chi non dispone di un’abitazione dove fissare la propria dimora abituale.

«Nell’ambito di tale procedimento – spiega ancora Servalli – i Servizi Sociali potranno svolgere una costante azione di informazione e sostegno volta a garantire e facilitare l’esercizio del diritto alla residenza della persona in condizioni di fragilità e vulnerabilità sociale e all’accompagnamento dell’utente nella realizzazione del processo di aiuto».

Insomma, “Via delle Possibilità” come un’opportunità per quanti vivono in condizioni di disagio sociale ed economico di essere aiutati e sostenuti.

Il fenomeno degli homeless, dei clochard e dei senzatetto in città, infatti, non è da sottovalutare. Negli ultimi anni sono stati diversi gli episodi di cronaca che hanno visto protagonisti, loro malgrado, i vagabondi in città: tra i più clamorosi la morte, nel 2012, di un clochard di origini marocchine che, addormentatosi nei pressi dei binari, era stato travolto dal passaggio di un treno.

Contestualmente, l’espediente di “Via delle Possibilità” servirà ad evitare – in assenza di approfondimenti nella verifica delle dichiarazioni anagrafiche di chi non dispone di una dimora abituale – l’uso distorto dell’istituto della residenza virtuale da parte di chi, con tale espediente, intende porsi, per qualsiasi ragione, in una situazione di sostanziale irreperibilità.

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