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Apu Campania, Pagano (USB): “Ottenere tavolo al Ministero è un risultato importante”

Pagano: “Ottenere il tavolo al Ministero è stato un risultato importante. La costanza della battaglia dei lavoratori ha premiato”

Chiedono soluzioni a stretto giro i 2600 Apu della regione Campania che questa mattina erano presenti con i loro rappresentanti sindacali alla conferenza stampa svoltasi nella Sala Gemellaggi del comune di Cava de’ Tirreni e indetta dall’Usb, con il sostegno di Potere al Popolo, per definire la tormentata vicenda contrattuale che da mesi va avanti tra rinvii e speranze.

 “Ottenere il tavolo al Ministero è stato un risultato importante – commenta Giovanni Pagano esponente dell’esecutivo nazionale Usb – La costanza della battaglia dei lavoratori ha premiato. C’è l’esigenza di risorse umane nel servizio pubblico e i lavoratori sono pronti. Il Sud ha bisogno di un grande piano di occupazione, per la messa in sicurezza del territorio e il rilancio dei nostri comuni. Il tavolo del 9 deve segnare un cambio di passo”.

Pagano: “Il concorsone della Regione Campania è solo un grande spot elettorale”

“La Regione Campania non si assume la responsabilità di questa platea. Il concorsone che De Luca sta pubblicizzando da mesi non garantirà dei posti di lavoro ma semplicemente dei tirocini con la possibilità per i comuni di attingere da quella graduatoria senza alcun obbligo di assunzione. Per il “concorsone” sono stati spesi 100 milioni di euro del Fondo Sociale per l’occupazione e la cooperazione, lo stesso fondo da cui ha attinto il progetto Apu. I 100 milioni di euro – conclude Pagano – potevano essere utilizzati per un piano di occupazione straordinaria in Campania. La Regione Campania, invece, utilizza Fondi Europei destinati allo sviluppo e alla cooperazione per dei tirocini. In merito abbiamo chiesto parere alla Commissione Europea. ”.

“Queste persone hanno già dato – ha commentato Davide Trezza coordinatore nazionale Potere al Popolo e responsabile della federazione del sociale Usb Salerno – E’ tempo di riavere quello che con un atto ingiusto gli è stato tolto. Con il progetto Apu, gli addetti alle attività di pubblica utilità, hanno lavorato per 580 euro al mese senza contributi, malattie, ferie o altri diritti. Hanno dimostrato la necessità per il comune di Cava di inserire in pianta organica operai che consentirebbero di provvedere alla cura e alla manutenzione di interi spazi e servizi comunali che oggi sono – per forza di cose – abbandonati al proprio destino. Oggi molti di loro avanzano ancora due mensilità che non gli sono state corrisposte da alcuni plessi scolastici presso cui hanno prestato servizio. Quanto dovrà ancora durare questo calvario? Martedì saremo al Ministero per chiedere risorse per la stabilizzazione. Il Comune di Cava dovrà – dal canto suo – fare la sua parte presentando un progetto che consenta il ritorno al lavoro immediato degli 80 lavoratori coinvolti nel progetto”.

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