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Un matrimonio di morti, #savetheweddings il grido del settore foto

#savetheweddings, un matrimonio di morti per raccontare la crisi di un settore economico fermo da oltre un anno

Ci sono l’abito, i fiori e gli sposi, ma mancano i sorrisi, l’allegria e i parenti. E’ la campagna fotografica #savetheweddings – matrimonio di morti, realizzata da un piccolo studio, diretto da un giovane fotografo, per raccontare la sofferenza economica e lavorativa di questo settore a causa della pandemia.

I matrimoni e le feste private sono fermi da un anno e con loro tutto l’indotto economico e professionale che si muove dietro ai festeggiati: abiti, fiori, ristoranti e fotografi.

A lanciare questa idea Pasquale De Maio che ha chiesto sui social: “C’è qualcuno pronto ad ascoltarci?”

Eccomi Pasquale, ma cosa sono queste foto di sposi così tristi e alquanto inquietanti?

E’ la campagna lanciata insieme al mio staff. Dopo l’ennesima chiusura ci siamo riuniti in studio. La situazione non è facile da gestire, eventi rimandati ancora di un anno, cerimonie annullate, feste idem, prolungamento della zona rossa di ancora qualche mese e intanto ci chiedevamo cosa fare?

E che avete fatto?
Abbiamo realizzato un servizio fotografico usando #Savetheweddings richiamando un hashtag già citato dal nostro indotto cerimonie qualche mese fa. Abbiamo preparato uno shooting come facciamo con i nostri sposi, mettendo in evidenza quello che manca.

Il sorriso, la gioia, i parenti e anche quei professionisti che lavorano intorno a quel giorno speciale: le pettinature, il trucco e i fiori. Siamo tutti fermi.

La tua ultima cerimonia?
Il 14 ottobre 2020. L’anno scorso ho svolto il 90% in meno delle cerimonie. E, come me, anche i parrucchieri, i fioristi, i wedding planner e i ristoranti. Quando si chiudono questi ultimi, a ruota chiudono tutti, senza dimenticare i musicisti.

E ora?
Per il 2021 le date di aprile e maggio sono state già spostate, ma molti annullano a data da destinarsi. Così non ci si riprende più.

Aiuti statali?
Ci sono stati sia a livello nazionale che regionale, ma non per tutti i colleghi. Per noi l’importante è ricominciare, vogliamo lavorare, riprendere le nostre attività. I ristori non riescono assolutamente a coprire le spese gestionali.

Qualche tuo collega ha chiuso?
Con la prima ondata hanno abbassato le serrande due fotografi.

Cosa vi serve?
Prospettive e linee programmatiche chiare, le voci di corridoio ci creano false aspettative. Gli studi fotografici lavorano sulle annualità e per un periodo ben definito, come quello estivo. Abbiamo bisogno di sapere come e quando poter ricominciare.

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