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Sacco dell’indifferenziato: come ridurlo fino a quasi a farlo sparire

sacco dell'indifferenziato_ maria teresa imparato

Sacco dell’indifferenziato, c’è chi riesce a farlo quasi sparire. La presidente di Legambiente Campania, Mariateresa Imparato che ci racconta come si differenzia.

Il sacco dell’indifferenziato. Da scendere di solito il lunedì sera può essere ridotto al minino, quasi a sparire.

A spiegarcelo Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania, pronta alle 20.30 a raccontarci il suo impegno e la sua esperienza.

Allora Mariateresa come fai a produrre così poco indifferenziato?
Come Legambiente abbiamo lanciato questa campagna #facciamoloseccoilsacco, dove proviamo a raccontare come si può ridurre il sacco dell’indifferenziato con una corretta separazione dei rifiuti.

E come si fa?
Si fa differenziando bene la spazzatura. Molti rifiuti che prima finivano nel nero ora vanno nel multimateriale come il polistirolo e alcuni prodotti usa e getta come piatti e bicchieri di plastica.

Scusami Mariateresa, ma i fazzoletti dove li butti?
Vanno nell’umido, però attenzione parliamo dei fazzoletti bianchi, mentre quelli colorati vanno nell’indifferenziato.

Ci fai un elenco di quello che va nel nero?
C’è un elenco che di solito facciamo girare dove ritroviamo: cicche di sigaretta, cosmetici, giocattoli non elettronici, lampadine vecchie, perchè i neon e i led vanno consegnati all’isola ecologica, penne e pennarelli, cd, vhs e cassette, anche se, diciamolo, ormai sono prodotti sempre più in disuso.

Dall’indifferenziato in questi anni sono stati tolti tanti rifiuti come pannolini e pannoloni.

I pannolini e i pannoloni vengono raccolti separati.
Sì e speriamo che quanto prima diventino anche in Italia materiale da riciclare. Il recupero della cellulosa da questi prodotti può far nascere una nuova economia e avere un più basso impatto sull’ambiente. Pensiamo che non ci sono solo i pannolini dei bambini, ma anche quelli usati per le persone allettate avanti con l’età, sempre più in aumento.

Con tutti questi consigli il sacco nero potrebbe ridursi.
Innanzitutto il sacco da nero dovrebbe essere trasparente, così che si possa vedere cosa c’è all’interno. E poi necessario informare i cittadini periodicamente con le campagne. Ricordiamoci di differenziare bene gli imballaggi. Più dividiamo bene più si recicla evitando di sprecare. Pensiamo che il nostro organico, parlo della Campania, viene spedito a 700 chilometri da noi, a Padova per essere riciclato. I nostri rifiuti producono organico ed energia per gli altri. Intanto come Campania paghiamo una multa all’Unione Europea di centoventimila euro al giorno proprio perchè non abbiamo strutture per lavorarlo e rimetterlo in circolo.

E i comuni cosa potrebbero fare oltre alle campagne informative?
Permettere ai cittadini di portare giù due volte a settimana il multimateriale, così da invogliarli a differenziare bene e ridurre la consegna dell’indifferenziato, come già fanno alcuni comuni, a una volta ogni due settimane.

Ma siamo sicuri che si possa fare?
Certo, basta differenziare, così la busta del nero non cresce.

Ultima domanda, da casalinga, ma tu il fazzoletto sporco dell’olio delle fritture dove lo butti?
Nell’umido, va nell’umido.

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