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Regionalismo differenziato, seduta straordinaria del consiglio regionale

Regionalismo differenziato
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Regionalismo differenziato, seduta straordinaria consiglio regionale.

Bagarre in aula. De Luca: “In questo consiglio regionale è consentito a chiunque di alzarsi, fare gazzarra e togliere la parola. Manca l’abc della cultura democratica”

Il Consiglio Regionale della Campania, presieduto da Rosa D’Amelio, si è riunito in seduta straordinaria per discutere il tema del regionalismo differenziato. Il tema avviato quasi un anno fa con la sottoscrizione degli accordi preliminari tra il Governo Gentiloni e le regioni Emilia Romagna, Lombardia e Veneto torna oggi di grande attualità.

“Potremo presentarci a discutere di federalismo se ci presentiamo con il Sud a testa alta – ha detto il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca – dobbiamo presentarci come una classe dirigente che fa la sua battaglia con competenza, con risolutezza e con civiltà. Le Regioni del Nord, ma c’è una differenza anche tra Veneto e Lombardia, dove c’è maggiore attenzione per l’unità di Italia, spingono per trasferire  maggiori  competenze  e, dopo cinque anni, i residui fiscali. Questo significa imboccare la strada della rottura della unità di Italia. Di fronte a ciò dobbiamo tenere insieme l’art. 116 sul regionalismo differenziato e l’art. 119 che prevede sistemi per garantire la perequazione e la coesione sociale. Per questo la Campania ha chiesto di partecipare al tavolo dei procedimenti per l’autonomia di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna per comprendere quale sarà il punto di caduta dell’autonomia”.

“Innanzitutto occorre porre in essere una piattaforma politica che si basa sul presupposto  di un’operazione verità per l’Italia sui fondi destinati alle regioni del nord e del sud su sanità, servizi alla persona, istruzione, per partire dalla realtà vera dell’Italia; poi, il tema della spesa storica, che significa orientare i fluissi delle risorse pubbliche sulla base dei servizi che sono stati garantiti sui territori, ma rispetto per la spesa storica ma fondo di incentivazione per le amministrazioni virtuose del Sud; sui costi standard bisogna accettare la sfida ma sapendo che, anche qui, abbiamo un divario di civiltà, quindi necessita un fondo dedicato per le amministrazioni virtuose del Sud; fondo perequativo per recuperare gli standard di civiltà nel Sud; fondo per la coesione, ovvero per l’unità nazionale, per recuperare i divari settoriali e di sviluppo tra nord e sud, cioè l’esatto contrario di ciò che sta facendo l’attuale Governo. Sono certo che anche le regioni del nord condivideranno questo percorso basato sulla civiltà, sulla competitività, sulla gestione virtuosa delle risorse e sulla coesione in un’Italia unita”.

Il Presidente De Luca ha anche sottolineato che “l’Italia ha perso 1 miliardo e 700 milioni di euro a causa della apertura della vertenza “sgangherata” contro l’Europa da parte del Governo Lega-5stelle e la manovra finanziaria peserà come un macigno sul futuro dell’Italia perché le clausole di salvaguardia previste dall’Ue, se non rispettiamo il 3% di deficit, l’Italia dovrà trovare 23 miliardi di euro che saranno di lacrime e sangue, dato che la manovra non solo non crea sviluppo ma crea recessione che ha aggiunto: “questa manovra ha una drammatica criticità: non dà alcuna risposta alla necessità di creare lavoro; per gli investimenti non c’è nulla e vengono bloccate le grandi opere, come la Tav. In questo contesto, la Regione Campania ha fatto registrare un aumento del pil , è cresciuta il doppio della Lombardia, e continueremo a lavorare in questa direzione per creare lavoro e realizzare opere, la Regione Campania ha investito più di quanto il Governo nazionale ha previsto di investire nel 2019, ha investito sull’acquisto del materiale rotabile, sulla portualità turistica, sul piano lavoro per assumere giovani e rinnovare la pubblica amministrazione”.

Le reazioni del M5S

“E’ ‘commovente’ l’attenzione per il Sud e per la Campania da parte di forze politiche che, da decenni, rappresentano un comitato di affari sulla pelle della Regione Campania e del Sud – ha attaccato la consigliera Valeria Ciarambino (Movimento 5 stelle), che ha elencato “i provvedimenti contro il Sud adottati dai precedenti governi di centrosinistra e di centrodestra, con i quali gli attuali difensori del Sud del centrodestra hanno svenduto il Sud alla Lega. Grazie al Pd e a FI, i finti paladini del Sud hanno approvato norme e principi che hanno creato le condizioni per dare, con l’autonomia delle Regioni del nord, un colpo mortale al Sud”.

“Il federalismo fiscale potrebbe essere un’opportunità anche per la Campania che potrebbe chiedere maggiore autonomia in alcune materie ma, per poter avere maggiore autonomia, bisogna avere una gestione virtuosa delle risorse – ha detto il consigliere Tommaso Malerba (5 stelle) – ;  quanto alla nostra visione sul Sud, come meridionali, sosteniamo la difesa e lo sviluppo del Sud e la crescita dell’Italia”.

“La Campania ha un residuo fiscale negativo di oltre cinque miliardi e, per questo, non può chiedere l’autonomia – ha evidenziato il consigliere Luigi Cirillo (M5S) – quindi chi sostiene questa possibilità è populista”.

Al termine del consiglio monotematico del consiglio regionale della Campania sul regionalismo differenziato non si è votata alcuna risoluzione. Il documento potrà essere votato nella prossima seduta del Consiglio regionale.

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