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PM10, San Vitaliano e Nocera Inferiore tra le peggiori da inizio 2019. Avellino maglia nera 2018.

In Campania nel 2018 in 3 capoluoghi di provincia su 5 superati i limiti giornalieri previsti per le polveri sottili o per l’ozono.

Avellino è la città che ha registrato il maggior numero di giornate fuorilegge con 89 giorni (46 per il Pm10 e 43 per l’ozono), seguita da Napoli (72) e Benevento (27). Dall’inizio dell’anno ad oggi livelli di Pm10 superati una volta ogni due giorni a San Vitaliano, Pomigliano d’Arco, Nocera Inferiore e Aversa. In due centraline di Napoli il Pm10 già sforato sei volte.

Tutto questo è quanto emerge da Mal’aria 2019, il dossier annuale di Legambiente sull’inquinamento atmosferico in Italia che restituisce un quadro puntuale del 2018.

Un anno da codice rosso per la qualità dell’aria, segnato anche dal deferimento dell’Italia alla Corte di giustizia europea in merito alle procedure di infrazione per qualità dell’aria e che costerà multe salate alla Penisola.

Anche in Campania la fotografia della qualità dell’aria è nera.

A parlare chiaro sono i numeri: nel 2018 in ben 3 capoluoghi di provincia su 5 sono stati superati i limiti giornalieri previsti per le polveri sottili o per l’ozono (35 giorni per il Pm10 e 25 per l’ozono).

Ad Avellino e Napoli il limite è stato superato per entrambi i parametri, con la conseguenza diretta, per i cittadini, di aver dovuto respirare aria inquinata per circa 4 mesi nell’anno.

La città che lo scorso anno ha superato il maggior numero di giornate fuorilegge è Avellino con 89 giorni (46 per il Pm10 e 43 per l’ozono), seguita da Napoli con 72 (37 per il Pm10 presso centralina della Ferrovia e 35 per l’ozono presso il Parco Virgiliano). Benevento ha sforato 27 giorni e sempre per l’ozono.

Un quadro preoccupante che per Legambiente indica l’urgenza a livello nazionale di pianificare misure strutturali capaci di abbattere drasticamente le concentrazioni di inquinamento presenti e di riportare l’aria a livelli qualitativamente accettabili. Misure che spesso oggi mancano, dimenticando così che ogni anno in Europa, stando ai dati dell’Agenzia Europea per l’ambiente, sono oltre 422mila le morti premature all’anno per inquinamento atmosferico e l’Italia si colloca tra i paesi europei peggiori, con più decessi in rapporto alla popolazione, pari a più di 60.600 nel solo 2015.

Secondo i dati dell’Arpac nei primi 21 giorni del 2019 sono ben undici le città che registrano già oltre cinque giorni di superamenti dei limiti giornalieri previsti per le polveri sottili.

Maglia nera San Vitaliano nel nolano con già 12 sforamenti su 20 giorni di monitoraggio, segue Teverola (Ce), Nocera Inferiore (Sa) e Pomigliano d’Arco con 11 giorni. Anche Napoli in due centraline (via Argine e Ospedale N. Pellegrini) ha superato per ben sei volte i limiti di legge di Pm10, facendo peggio del 2018 quando al 20 gennaio aveva sforato solo due volte.

“Anche nella nostra regione – dichiara Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania – continua a pesare enormemente la mancanza di una efficace strategia antismog e il fatto che in questi anni l’emergenza inquinamento atmosferico è stata affrontata in maniera disomogenea ed estemporanea. I sindaci delle nostre città devono ancora metabolizzare politicamente che la sfida importante che oggi devono affrontare è quella di fare della mobilità sostenibile il motore del cambiamento e di ripensare le città per le persone, non per le auto. È questo il cambio di paradigma che deve prendere piede nella nostra regione”

Per una corretta lettura dei dati, ricordiamo che tutti quanto riportato da Legambiente tiene conto delle registrazioni effettuate tramite le centraline ARPAC. Questo per far comprendere che, con presunzione, potrebbero esserci altri territori con concentrazioni di PM10 molto più alte, ma in assenza in centraline di rilevazione, non saranno mai menzionate dal dossier. Per dirla in breve, in territori come l’Agro Nocerino Sarnese, non è detto che Nocera Inferiore sia la peggiore (o che sia l’unica).

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