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Pirotecnica ferma a Natale in Campania, quando ripartirà?

foto tratta dalla pagina facebook, di G. Palladino

Pirotecnica ferma da marzo 2020. Un intero settore che aspetta di ripartire. A parlarne il pirotecnico Massimo Albanese

Pirotecnica ferma al palo. Da marzo 2020 non si esplodono più fuochi. Aziende ferme e operai a casa. A Salerno come nel resto di Italia c’è un settore che aspetta di ripartire. Ne parla Massimo Albanese, titolare di una azienda di fuochi pirotecnici a Vallo della Lucania.

Quando vi siete fermati per l’emergenza covid?
A marzo 2020 abbiamo chiuso le attività e non siamo più ripartiti. Una situazione che in termini economici, con le spese quotidiane, tasse da pagare, manutenzioni costanti e obbligatorie agli opifici, si stanno gonfiando sempre di più.

Cosa intende per gonfiare?
Che nel nostro settore le spese non mancano sia in termini di sicurezza per i prodotti che trattiamo sia per i nostri dipendenti.  Faccio un esempio, ad agosto il nostro settore non ha versato quanto dovuto allo Stato. Non abbiamo come pagare. Abbiamo un carico fiscale esorbitante senza poter lavorare e ci è chiesto comunque il pagamento delle tributi; mi chiedo quanto siano distratti i nostri governanti.

Quanto muove il settore della pirotecnica in Campania?
Tre milioni di euro all’anno e oltre 200 addetti in provincia di Salerno. La nostra è una produzione artigianale che sostiene famiglie e territori.

Cosa intendete per artigianato?
In Campania esiste una tradizione pirotecnica legata alla realizzazione dei fuochi e dei colori molto apprezzata all’estero; siamo competitivi per qualità ed abilità di costruzione. Da gennaio a settembre i nostri pirotecnici erano impegnati nella costruzione e progettazione degli eventi pirotecnici. Abbiamo una gamma di prodotti e di effetti unici al mondo. Ci premia la richiesta di altri stati esteri che amano il nostro prodotto.

In quale ramo avete avuto le maggiori perdite?
Sicuramente gli eventi religiosi, con cui il mondo della pirotecnica è legato e trova la sua ragione di essere, almeno al Sud Italia. Eventi ora vietati. E’ lì che il mondo della pirotecnica nasce ed esprime il massimo. Potevamo in estate riprendere almeno una parte di quelle attività, ma a noi è stato vietato a differenza per esempio delle discoteche, spiagge ed alberghi che hanno avuto l’opportunità di lavorare. Gli spettacoli pirotecnici si svolgono all’aperto e non in luoghi affollati o al chiuso.

Come si è prospettato questo periodo natalizio?
E’ tutto fermo. I depositi sono pieni. Eravamo convinti di ripartire invece è tutto fermo, siamo parcheggiati senza nessuno aiuto indicativo da parte dello Stato. Eppure il nostro settore ha un indotto molto grande, si fatturano in Italia oltre dieci milioni di euro di eventi pirotecnici e mentre altri settori, come quelli del turismo, hanno ricevuto aiuti importanti, noi non siamo stati presi in considerazione, nonostante abbiamo scritto a tutti.

Quando pensate di riprendere?
Vorremmo farlo subito. Speriamo in questo 2021.

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