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A piccoli passi nella Fase2. Riaprono i parrucchieri, il racconto di Paolo Romano

paolo romano parrucchieri

Riaperture nella seconda fase. Il lavoro dei parrucchieri tra nuove disposizioni e voglia di ricominciare. La storia di Paolo Romano.

Mercato San Severino. Porta aperta. Entri. Ti siedi sullo sgabello, indossi i calzari, metti i guanti. La tua roba (borsa e giubbino) in una busta trasparente. Misurazione della temperatura corporea. Click: 36.5 gradi. “Puoi accomodarti.”

Sono le parole di un’assistente. Non siamo all’aeroporto e nemmeno in ospedale, siamo, semplicemente, dal parrucchiere per un taglio e una piega.

Ad accoglierci Paolo Romano.

Ciao, Paolo, hai ripreso la tua attività, quando ti sei fermato?
Abbiamo chiuso l’8 marzo per riaprire il 18 maggio. Siamo stati fermi due mesi.

Quando hai capito che l’attività si sarebbe fermata?
Prima dell’annuncio della chiusura, con l’aumento costante dei contagi e dei morti, l’idea che smettessimo di lavorare era sempre più forte.

Hai avuto spese in questi due mesi di blocco?
Certo come tutti. Bollette e affitto del negozio sono comunque arrivati anche senza alzare la serranda.

Come hai organizzato la riapertura?
Ovviamente come tutti abbiamo inserito i divisori in plexiglass, le sedie sono posizionate ogni due metri. Il personale e i clienti ricevono quotidianamente i dispositivi di protezione. Come te, chiunque entri deve mettere guanti, mascherina e calzari ai piedi, mentre i dipendenti hanno ciabatte personalizzate e visiere.

Sì, effettivamente quando ho visto la busta trasparente per i beni personali, ho pensato che li avresti mandati direttamente in un inceneritore.
Sono le nuove disposizioni e noi vogliamo rispettarle per la salute di tutti. Immagina che i costi di questi prodotti, come le mantelline monouso per le clienti, sono triplicati in due mesi.

Come categoria professionale con chi vi siete raccordati in questi mesi?
Con l’amministrazione comunale e con la CNA ci siamo quotidianamente confrontati per la riapertura. In particolare con il sindaco Antonio Somma, per avere una maggiore flessibilità negli orari di apertura in modo da accogliere più clienti in sicurezza.

Paolo, puoi quantizzare le perdite che ha subito la tua attività?
Il 50%, quest’anno mancherà all’appello tutto il lavoro dedicato alle cerimonie: matrimoni, comunioni e battesimi. Gli appuntamenti in agenda sono tutti saltati e lo stesso è accaduto per gli altri settori che lavorano con le cerimonie: fotografi, negozi di bomboniere, ristoranti, ecc.

Parliamo della riapertura, come hai avvisato la clientela che riaprivi?
Con i social e con i messaggi. Il primo appuntamento è arrivato dopo un minuto.

Prima cliente a varcare la soglia del negozio?
La signora Teresa per taglio, colore e piega.

Quante clienti riesci a raccogliere con le nuove disposizioni?
Se prima riuscivo a lavorare 50 clienti in una giornata ora ci fermiamo a 30. Si può entrare solo su appuntamento.

Cosa hai fatto a casa in questi due mesi?
Sono stato con la mia famiglia, composta da mia moglie e tre figlie. Abbiamo cucinato, fatto la pizza e la pasta, colorato, fatto i compiti e fatto tanta formazione professionale on line.

Ci racconti le novità per l’estate 2020?
Andranno per la maggiore colori chiari e tagli asimmetrici, più semplici da sistemare.

Come vedi il futuro?
Voglio vederlo rosa. Il futuro sarà diverso da come lo abbiamo immaginato fino ad ora. E’ tutto cambiato. Dobbiamo guardare in avanti senza girarci più indietro.


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