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Notte Nazionale del Liceo classico, il fascino del “G.B.Vico” di Nocera

liceo classico

Sei ore intense e interessanti durante le quali docenti e alunni hanno ricostruito un piacevole ritorno all’antico.

La notte nazionale del Liceo Classico ha visto coinvolti 433 licei di tutta Italia. Al “Vico” di Nocera Inferiore prescelto il tema della “Fortuna”.

Rappresentazioni teatrali, letture poetiche, presentazioni di libri, incontri con l’autore, performance di musica e danza, tableaux vivants, mostre d’arte, ricordi di scuola, conferenze e degustazioni ispirate al mondo classico. Una notte all’insegna della cultura e dell’arte quella vissuta tra le mura del “G.B.Vico” di Nocera Inferiore in occasione della V edizione della Notte nazionale del Liceo Classico.

A questa particolare iniziativa, nata da un’idea del prof. Rocco Schembra, docente di Latino e Greco presso il Liceo Classico “Gulli e Pennisi” di Acireale (CT), ha aderito sin dall’inizio il beneamato liceo di piazza Cianciullo che, nel corso degli anni, ha visto crescere la creatività e le performance da offrire al pubblico.

Il Corteo della Fortuna, in costumi greco – romani, ha aperto questa V edizione con la rappresentazione dell’Inno alla Fortuna. Spiccano, tra le tantissime iniziative, la presenza degli alunni delle Scuole Secondarie di I grado “Solimena – De Lorenzo” con la premiazione del concorso Tableaux Vivants.

“Ogni anno mi meraviglio della creatività che mostrano i ragazzi. Sono belli perché la freschezza delle loro idee e della loro creatività viene fuori e si lascia apprezzare in tutta la sua genuinità”.

Con questo pensiero Teresa De Caprio, Dirigente dell’IIS “G.B.Vico”, esordisce alla nostra testata. “Questa V edizione della notte del liceo classico – spiega la dirigente De Caprio – ha portato, ancora una volta, spunti di riflessione meravigliosi con le attività proposte dagli alunni che hanno focalizzato l’attenzione di quanti sono venuti. Ma la cosa che mi ha colpito in particolar modo è il lavoro corale che vede alunni e docenti. Ci rassereniamo durante questi eventi, un po’ tutta la comunità che trova un sua dimensione, ragione d’essere, trovando un senso d’appartenenza forte che ci fa continuare a credere nel liceo e nell’istituzione e nelle memorie del liceo che costituisce”.

“La tematica inerente la Fortuna – continua la dirigente scolastica – si lega in particolare all’ultimo tema della Tenzone dantesca: “Tornammo a riveder le stelle”.

Come un filo che lega queste manifestazioni, ho pensato alla fortuna non come dea bendata, ma proprio come destino, percorso che nella vita ciascuno si trova a percorrere. Una fortuna guidata dal volere degli uomini, non una fortuna cieca. Quindi non imboccare qualsiasi piccolo sentiero ma fare delle scelte; tant’è che i ragazzi hanno recitato, dai Carmina Burana, “La fortuna aiuta gli audaci”. Significa che nella vita ciascuno deve essere artefice della propria vita e fortuna. Fortuna non nel senso di ciò che mi capiterà, ma ciò che io che farò capitare. Questo è il senso della formazione liceale: fare in modo che mi possa capitare che il mio progetto di vita vada dove voglio che vada, con la freccia scoccata che vada nel punto che io desidero che vada”.

Una creatività, richiamata dalla dirigente scolastica, è balzata agli occhi, in particolar modo, nelle rappresentazioni teatrali dove gli alunni hanno saputo dare linfa all’antico con un tocco di modernità. Basti pensare a un simpatico estratto dei “Promessi Sposi” in chiave “C’è Posta per Te”, condotto da Suor Gertrude, dove a dividere Renzo e Lucia è un’enorme lettera e non il volere di un uomo. Una creatività vista anche nell’ambito gastronomico, dove gli alunni sono riusciti a proporre agli ospiti piatti tipici della tradizione greco – romana in chiave rivisitata.

“Siamo qui in particolare per dimostrare che il liceo classico è ancora molto vitale ed è animato e popolato da studenti motivati e meravigliosi, con competenze che a volte vanno oltre le richieste scolastiche”.

Queste le parole di Luci Rosa Salvati, docente latino e greco e coordinatrice della serata. ” Sono molto contenta – ci dice la docente Salvati – di questa serata perché i ragazzi hanno declinato con circa 50 eventi la propria bravura e dedizione. Convegni interessanti in Aula Magna che hanno visto i ragazzi confrontarsi sul perché amare ancora gli studi classici – in riferimento al convegno “La Fortuna del Classico” tenuto dal Prof. Stefano Amendola, docente di Lingua e Letteratura Greca DipSUm – UniSa. È bello sapere e sperare che il liceo classico sia in crescita, almeno i dati nazionali ci dicono questo. Mi piace pensare che noi siamo qui per difendere le nostre radici, le radici della nostra identità culturale“.

A chiudere la V edizione della Notte del Liceo Classico la lettura, in contemporanea con tutti i licei d’Italia, di un frammento greco di papiro ossirinco del III sec. a.C., di un autore ignoto. Quaranta versi meravigliosi con la suggestiva particolare notazione notturna. I ragazzi li hanno declamati in greco e italiano.

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