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Legambiente presenta Ecomafia 2017. In Campania nel 2016, 3.728 i reati ambientali

Ecomafia 2017

Ecomafia 2017. La provincia di Napoli e Salerno le più sfregiate a livello nazionale per illegalità ambientale. Le province di Avellino, Napoli e Salerno maglia nera per il mattone selvaggio. Avanza la green corruption in Campania negli ultimi 7 anni 43 inchieste di corruzione ambientale, ben 318 arresti, 329 denunce e 22 sequestri.

I numeri del Rapporto Ecomafia 2017 di Legambiente compongono una fotografia della Campania che mantiene tinte fosche, malgrado la diminuzione degli illeciti ambientali (-12,8%).

Rimane ancora molto da fare: in Campania si viaggia alla media di 10 reati al giorno contro l’ambiente per un totale di 3.728 reati accertati, pari al 14,7 % del totale nazionale, 3.145 persone denunciate e 31 arrestate, cui si aggiungono 957 sequestri. Un affare gestito in questi anni complessivamente da 86 clan criminali. Un quadro critico che si conferma anche su base provinciale, dove la Campania detiene un primato tutt’altro che lusinghiero, potendo annoverare le province di Napoli e Salerno tra le due più colpite per illegalità ambientale rispettivamente con 1.361 e 963 infrazioni.

Il calo di illeciti è soprattutto merito dei più efficaci strumenti investigativi grazie al rinnovato impianto legislativo che nel 2015 ha inserito nel codice penale i delitti ambientali (legge 68/2015). Nel nostro Paese, nel 2016, a fronte di 1.215 controlli, la legge 68 ha consentito di sanzionare 574 ecoreati, denunciare 971 persone, sequestrare 133 beni per un valore di circa 15 milioni di euro con l’emissione di 18 ordinanze di custodia cautelare.

Anche in questo caso la Campania si conferma la prima regione, con 70 ecoreati contestati, 83 persone denunciate e 5 beni sequestrati.

“La diminuzione degli illeciti ambientali -commenta Michele Buonomo, presidente Legambiente Campania- rappresentano un segno di speranza per un territorio violentato da decenni. La risposta dello Stato e della società civile, in ogni loro articolazione, stanno dando i primi frutti. La strada è ancora lunga e sono necessarie risposte concrete dalla politica, a partire dalla vergognosa storia del risanamento dei territori dove su circa 2000 siti contaminati nella Terra dei Fuochi per circa il 74% nessuna attività di bonifica è stata svolta, solo per 0,8% sono stati svolti o sono in corso gli interventi di bonifica.”

Sono in aumento i reati contestati nella gestione dei rifiuti, dove la Campania si conferma maglia nera a livello nazionale, nel 2016 sono stati 936 le infrazioni accertate con una crescita di quasi il 50% rispetto anno precedente, con 1.151 le persone tra denunciate e arrestate (+83%), e con 463 sequestri. La classifica regionale vede la provincia di Napoli maglia nera, prima a livello nazionale, con 388 infrazioni, 559 persone tra denunciate e arrestate e 303 sequestri, seguita da Avellino, con 105 infrazioni accertate e 89 persone denunciate e 13 sequestri . Terza la provincia di Salerno con 84 infrazioni e 76 persone denunciate e 36 sequestri, poi Caserta con 52 infrazioni accertate, 39 persone denunciate e 30 sequestri. Chiude Benevento con 51 infrazioni, 45 persone denunciate e 14 sequestri.

La Campania, inoltre, si conferma regione leader del mattone selvaggio, con il 18% delle infrazioni su scala nazionale, con 764 reati accertati, 855 persone denunciate e 234 sequestri.

In tema di cemento e manufatti abusivi, eclatante è il caso del Parco nazionale del Vesuvio dove, dal 1997 al 2012, sono state emesse 1.778 ordinanze di demolizione di fabbricati abusivi.

Gli abbattimenti eseguiti, però, sono stati appena una quarantina. Migliaia di pratiche di condono giacciono inevase: qui, un abitante su cinque ne ha una aperta e l’80% riguarda residenze, mentre il restante 20% è riferito a manufatti destinati ad attività produttive. Un quadro che rispecchia anche altre aree protette della Campania, come il Cilento, la Costiera amalfitana e la penisola sorrentina, i Monti Lattari, fino al caso limite dell’isola di Ischia.

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