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Legambiente lancia Pendolaria 2016. Maglia nera per la Circumvesuviana

la red - pendolaria 2016

Pendolaria 2016. I numeri del trasporto pubblico in Campania: 407 treni in servizio con età media pari a 18,3 anni, il 70% dei treni circolanti ha più di 15 anni.

Tra il 2010 e 2016 taglio dei servizi ferroviaria pari al 15% a fronte di aumenti delle tariffe del 36%

Legambiente lancia la campagna Pendolaria, con una prima analisi della situazione del trasporto ferroviario pendolare in Italia e la lista delle 10 peggiori linee. La Circumvesuviana si conferma tra le tratte ferroviarie peggiori d’Italia tra guasti tecnici, soppressioni di corse, ritardi imprecisati, sovraffollamento e insicurezza.

La fotografia di Legambiente del trasporto pubblico campano ormai è da anni sempre la stessa: treni vecchi, affollati, lenti, insicuri e spesso in ritardo.

Le ragioni sono nei numeri del dossier di Legambiente. In Campania attualmente sono 407 i treni in servizio con convogli di età media pari a 18,3 anni, il 70,3 % dei treni circolanti ha più di 15 anni, con punte estreme come nei casi dellaCircumvesuviana (con 83 treni in circolazione costruiti negli anni ’70 ed altri 35 nei primi anni ’90), della Cumana e Circumflegrea (con un’etàmedia dei 30 treni addirittura superiore a 33 anni) o della linea Alifana con treni vecchi di 35 anni.

“Il trasporto ferroviario pendolare deve diventare una priorità nazionale – ha dichiarato il direttore di Legambiente Campania Antonio Gallozzi – negli investimenti e nelle attenzioni. perché risponde a una esigenza reale e diffusa dei cittadini perché, se fosse efficiente, spingerebbe sempre più persone ad abbandonare l’uso dell’auto con vantaggi ambientali, climatici e di vivibilità delle nostre città. Oggi non è così, e su troppe linee la situazione in questi anni è addirittura peggiorata: con meno treni, convogli vetusti, ulteriori tagli ad interi collegamenti. In Campania i pendolari sono gli unici a subire le conseguenze di una gestione indegna per un paese civile”

Anche quest’anno a guidare la poco onorevole classifica delle tratte peggiori troviamo Circumvesuviana che collega un’area metropolitana di circa due milioni di abitanti e si estende per 142 km distribuiti su 6 linee e 96 stazioni. Qui il pendolare non fa più caso ai ritardi. La speranza, piuttosto, è che la corsa non rientri tra le diverse centinaia cancellate ogni anno.

Fino al 2003- secondo il dossier Pendolaria 2016 di Legambiente- la Circumvesuviana assicurava più di 500 corse al giorno, oggi i numeri sono dimezzati. Questo perché fino al 2010 i treni in circolazione erano 94, mentre allo stato attuale, salvo guasti, viaggiano 56 treni, ma ne occorrerebbero almeno 70 per garantire un servizio dignitoso.

Ma la débâcle riguarda tutta l’Eav, l’holding (Circumvesuviana, Cumana, Circumflegrea e Metrocampania NordEst) con deciso crollo di utenti su tutte le tratte: da 40 milioni (nel 2010) a 27 milioni sulla Circumvesuviana, da 20 a 11 milioni quelli della Sepsa (Cumana e Circumflegrea); quelli di MetroCampania Nordest, da 67 milioni a circa 40.

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