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La Campania non fa eccezione: carceri stracolme, 773 detenuti oltre il consentito

carcere

15 istituti penitenziari, 6887 detenuti, 773 oltre la capienza regolamentare. Tra tutti, 331 sono donne e 904 stranieri.

La situazione degli istituti penitenziari in Campania diffusi è sempre la stessa, da anni. E da anni gli appelli dal Ministero di Giustizia e curati dall’Ufficio stampa del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, aggiornati al 31 dicembre 2016.

Solo numeri, poche parole perchè al di là dei motivi per cui una persona viene privata della libertà personale, la situazione delle carceri italiane non è delle migliori. E non è storia recente tanto che, in molti ricordano, baluardo di questa situazione fu Marco Pannella, storico leader dei radicali italiani che, dalla popolazione carceraria, non a caso, è sempre stato definito il “Santo protettore dei detenuti”.

Ma torniamo ai dati diffusi. In Campania ecco la situazione nei 15 Istituti.

Provincia Sede Tipologia

Istituto

Capienza

regolare

Capienza

effettiva

Detenuti

donne

Detenuti

stranieri

CAMPANIA AV ARIANO IRPINO CC 253 269 38
CAMPANIA AV AVELLINO “ANTIMO GRAZIANO” BELLIZZI CC 501 514 26 65
CAMPANIA AV LAURO ICAM 38
CAMPANIA AV SANT’ANGELO DEI LOMBARDI “L.FAMIGLIETTI R.FORGETTA G.BARTOLO” CR 122 191 19
CAMPANIA BN BENEVENTO CC 254 342 39 41
CAMPANIA CE ARIENZO CC 52 89 15
CAMPANIA CE AVERSA “F. SAPORITO” CR 272 112 4
CAMPANIA CE CARINOLA “G.B. NOVELLI” CR 581 379 63
CAMPANIA CE SANTA MARIA CAPUA VETERE “F. UCCELLA” CC 833 937 65 177
CAMPANIA NA NAPOLI “GIUSEPPE SALVIA” POGGIOREALE CC 1.611 2.023 293
CAMPANIA NA NAPOLI “PASQUALE MANDATO” SECONDIGLIANO CC 1.029 1.309 69
CAMPANIA NA POZZUOLI CCF 107 153 153 29
CAMPANIA SA EBOLI CR 54 43
CAMPANIA SA SALERNO “ANTONIO CAPUTO” CC 367 479 48 81
CAMPANIA SA VALLO DELLA LUCANIA CC 40 47 10

6887 detenuti in Campania nei 15 diversi Istituti che possono ospitare al massimo 6114. 773 in più di quanto permesso. Che la situazione debba migliorare è a tutti ovvio, ma la burocrazia, si sa, ha i suoi tempi. Non è basta una vita, quella di Pannella, per vedere soddisfatta la sua richiesta: dignità ai carcerati.

Il Garante Adriana Tocco, lasciare i detenuti alla sola punizione è un errore

Adriana Tocco
Adriana Tocco

“Le condizioni all’interno delle carceri, sono migliorate sia dal punto di vista dell’affollamento, che delle attività intraprese, alcune previste dai garanti altre dal Dap”. Così la garante dei detenuti in Campania Adriana Tocco, durante la conferenza stampa svoltasi questa mattina al Centro Direzionale di Napoli, per illustrare l’attività svolta nel 2016 e il report della popolazione penitenziaria campana.

Attività trattamentali, sportive, musicali e di lettura e un corso di educazione alla genitorialità “come richiesto dal direttore di Nisida, Gianluca Guida, per – prosegue la Garante – i detenuti molto giovani, ma già genitori di bambini di 5 e 6 anni”. E ancora “la mostra del mercato dell’artigianato in carcere, dove – ricorda ancora Tocco – gli oggetti prodotti, sono stati venduti. I corsi di cucito creativo, organizzati dal mio ufficio e a breve corsi di formazione professionale e l’apertura, come già avviene in altri istituti penitenziari campani e non solo, di una pizzeria a Poggioreale che, dopo un primo periodo di rodaggio, potrebbe aprire anche all’esterno”.

Senza dimenticare le tante attività musicali, svoltesi in quasi tutti gli istituti penitenziari in Campania, dove “il coro giovanile del San Carlo, diretto dal Maestro Carlo Morelli, ha – prosegue la Garante dei detenuti –coinvolto i detenuti, rendendoli partecipi delle numerose esibizioni “. E infine “Stiamo lavorando – annuncia Tocco – all’istituzione degli spazi gialli, ossia i luoghi dove poter accogliere i figli dei detenuti in maniera più consona. Uno si sta aprendo a Poggioreale con l’attrezzatura fornita dalla chiesa e libri dal nostro Ufficio noi. Lo stesso avverrà a Santa Maria, Carinola e Benevento”. Una serie di attività per positivizzare, rieducare e reinserire i detenuti.

“Un detenuto – sottolinea Tocco – non lo si può lasciare solamente alla punizione altrimenti dal carcere ne esce peggiorato. Se invece riesce ad avere un trattamento umano penserà che lo Stato lo ha punito, ma lo ha anche accolto come un essere umano che ha la sua dignità”.

Qui puoi trovare il Report integrale della situazione carceraria in Italia al 31dic2016

[foto dal web]
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