Febbraio 8, 2023

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In “Pinocchio”, il filosofo italiano Giorgio Agamben racconta la storia del ragazzo di legno.

Un grande filosofo italiano, di fama internazionale, pur di nobile interesse Letteratura Per i bambini, il risultato non può che essere incoraggiante. Questo Pinocchio è stato riletto in chiave poetica e politica da Giorgio Agamben. Il capolavoro di Carlo Collodi, pubblicato nel 1881, è esplorato con deliziosa erudizione da questo specialista di concetti. Proviamo la gioia di leggere un’avventura così speciale in ogni pagina. “La storia di Pinocchio non è una storia, non è un romanzo, non è una favola: è un singolare ibrido di questi tre tipi, una sorta di chimera dorata con testa da favola, corpo da romanzo e lunga coda da fata . . »

Il rovescio di Peter Pan

Per dimostrarcelo, Agamben nel suo saggio prende episodi di tre famosi artisti sotto forma di illustrazioni che trasudano motivi metafisici o mistici. I personaggi vengono analizzati anche attraverso una lente d’ingrandimento come Geppetto “Potrebbe non essere l’uomo buono che sembra” Perché dà un nome a un pezzo di legno, che condanna alla miseria. “Non conosciamo la data di nascita di Pinocchio, ma sappiamo dov’è: all’inferno. » La stagione prende una svolta omerica con colpi di scena in ogni episodio, con creature morte o non morte. E il naso, il naso che cresce quando Pinocchio immagina? Per Agamben non è solo la materialità della menzogna. Mi ricorda l’espressione italiana “prendilo per il naso”Questo è “scherzo”. Quindi questa punta del naso è quella che ci guida. Ma chi tira i fili di questa fiction che Italo Calvino immaginava come un romanzo picaresco?

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Perché cosa ci dice Pinocchio? C’è un asino che porta i misteri dell’esistenza come Apuleio? Si affretta sempre a fare cose stupide perché non sa chi è? In questa fantasia teme di diventare un bambino vero, un altro personaggio ibrido, mezzo umano e mezzo goblin, una specie di Peter Pan e il contrario. Pinocchio teme l’infanzia; Peter Pan, vecchiaia. Questa ipotesi, che la sottoscriviamo o no, ci dà un desiderio frenetico di rituffarci nelle disavventure del teatro di figura. Ad ogni modo, Philosopher ce l’ha fatta con un libro per bambini di fine anno che firma per gli adulti che sono diventati.