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Fra Gigino risponde all’appello dei suoi fedeli con un “Grazie, ma non torno”

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Fra Gigino risponde all’appello dei suoi fedeli con un “Grazie, ma non torno”

Arriva a stretto giro e via social la risposta di padre Luigi Petrone all’iniziativa intrapresa da alcuni affezionati all’ex Rettore che nella giornata di ieri avevano iniziato a far girare una petizione indirizzata al Padre Provinciale, Landiorio per chiedere il suo ritorno al Convento di S. Francesco e S. Antonio. Ai mittenti della missiva, “Tutti i Fedeli e Seguaci di Padre Luigi”, fra Gigino risponde ringraziando per l’affetto dimostrato, ma di fatto con un “no, grazie”.
“Carissimi – si legge nella nota – ho saputo che avete espresso desiderio che io torni….vi ringrazio del bene e della stima che avete…ma vi ricordo di essere un frate …anche se l’ultimo della serie…e se desiderano che sia trasferito io sono rispettoso di tutto ciò anche se agli occhi di tutti può sembrare un’ingiustizia. Mi dispiace che vivete un momento particolare, come mi dispiace della mancanza di un dialogo. Confido sempre nel vostro bene, Vi ringrazio di cuore e Dio vi Benedica. Fra Gigino”
Padre Luigi, quindi, ancora una volta rinnova il suo “spirito di servizio” alle direttive del Padre provinciale, pregando, di fatto, i tanti fedeli affezionati alla sua persona di fare lo stesso. L’ex Rettore del Santuario francescano, infatti, ormai da mesi è stato trasferito presso il convento di Nocera Superiore e di buon grado, malgrado il sempre rinnovato affetto alla sua Città, ha intrapreso il suo percorso.

Una risposta, quindi, che sembra invitare i promotori della petizione ad accogliere il nuovo corso della gestione del Convento e a mettere da parte quella propensione nostalgica e mesta che sembra essersi creata dopo la sua partenza. Il Convento a volte dimentichiamo che è dedicato a San Francesco e Sant’Antonio e non agli uomini comuni.

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1 Commento

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  • Io sono tra quelli che hanno firmato e continuo a frequentare il convento (divenuto “ex santuario” dopo fra Gigino) e sicuramente, come tanti altri, ci vado per la preghiera, la santa messa e la riconoscenza verso san Francesco e sant’Antonio. Conoscendo fra Gigino vi assicuro che non è affatto un uomo comune, perchè ha realizzato, con l’aiuto di Dio e dei fedeli e la sua grande umiltà, progetti impossibili. Come il poverello di Assisi ricostruì la chiesetta di san Damiano, fra Luigi ha ricostruito un Santuario, meta di pellegrinaggi assidui e numerosi, e questi pellegrini provenienti da ogni parte d’Italia sono i più colpiti dalla sua assenza e dalla mancata continuità di iniziative religiose e civili che hanno caratterizzato la vita del Santuario. Indipendentemente dal fatto che fra Gigino torni o meno, ci si chiede perchè penalizzare i fedeli facendo ripiombare il convento, e la vita attorno ad esso, nel passato,riducendo notevolmente gli impegni religiosi e civili, fonte di fede e aggregazione.
    Pertanto l’invito rivolto ai giovani e valenti frati è di non vanificare quanto finora fatto da fra Gigino, all’insegna della continuità che la comunità cavese e non richiede a gran voce. E vengano riconosciuti a fra Gigino i meriti per il lavoro svolto con immenso ardore ed eroici sacrifici.

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