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Ericsson, avanti con la ristrutturazione. A rischio 322 lavoratori.

Italia, Svezia. Cosa hanno in comune per Ericsson? I due paesi sono attenzionati da un piano di “ristrutturazione” Ericsson che porterà ad oltre 3000 licenziamenti

In Italia, dopo il mancato accordo con i sindacati, si fanno sempre più flebili le aspettative per i 322 lavoratori interessati dal piano di ristrutturazione annunciato da Ericsson. I tagli –  291 persone in Ericsson Telecomunicazioni e 31 persone in Ericsson IT Solutions and Services  – riguarderanno le sedi di Roma (122 addetti), Erzelli a Genova (103) e il restante a Napoli. Per essere maggiormente precisi, il piano industriale del colosso svedese, secondo la CIGL, prevede un ridimensionamento degli organici in linea con i decrescenti ricavi nella misura di circa il 10% complessivo. Entro l’anno 2016 un calo di 322 risorse di cui 30 dirigenti ed entro il primo semestre del 2017 altre 53 risorse. Quindi per l’Azienda entro un anno si dovrebbero dismettere 385 unità attraverso una procedura di mobilità.

Il Ministero del lavoro, proseguire il dialogo per la ricerca di soluzioni non traumatiche.

L’ultimo incontro con i vertici Ericsson c’è stato a Roma, presso Ministero del lavoro, lo scorso 12 settembre. Nel corso del vertice, il Governo, ha rivolto, insieme ai rappresentanti delle Istituzioni locali liguri, una forte sollecitazione all’azienda affinché potesse valutare soluzioni alternative agli annunciati licenziamenti nel capoluogo ligure e nel resto del territorio nazionale. “Una richiesta che l’azienda ha finora dichiarato di non poter accogliere  – si spiega nella nota diffusa dal Ministero – in quanto gli ammortizzatori sociali non consentono, a suo avviso, di fornire adeguata risposta agli esuberi dichiarati. In ogni caso, al termine dell’incontro, raccogliendo anche la disponibilità dell’azienda, il Ministero del lavoro ha invitato le Parti a proseguire in un dialogo che possa favorire la ricerca di soluzioni non traumatiche, anche con il coinvolgimento delle diverse Istituzioni interessate”.

In Svezia 3000 gli esuberi

Lo riporta il quoditiano svedese Svenska Dagbladet seconda cui la chiusura porterebbe ai circa tremila licenziamenti. Ad essere dismessi sarebbero  i siti produttivi di Boras e Kumla, con una conseguente riduzione dei costi stimata in circa tre miliardi di corone svedesi (circa 313 milioni di euro). Ericsson aveva annunciato nel 2014 un piano di contenimento delle spese valutato in circa nove miliardi di corone (939 milioni di euro).

Il Video di PUPIA.TV. La manifestazione a Napoli dei dipendenti Ericsson dopo il “nulla di fatto” in sede ministeriale.

 

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