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Didattica a distanza: il bilancio del Primo Circolo di Nocera Superiore

Didattica a distanza verso il traguardo di questo anomalo anno scolastico. Il bilancio del Primo Circolo di Nocera Superiore.

Antonio Pizzarelli, dirigente scolastico del Primo Circolo Didattico di Nocera Superiore, ha tracciato un bilancio sull’esperienza della didattica a distanza. Qualche difficoltà iniziale, poi il sistema è andato a regime.

Ultime settimane di lavoro per gli studenti italiani. A Nocera Superiore gli alunni del Primo Circolo hanno superato brillantemente la prova della “dad“. Catapultati all’improvviso nella svolta tecnologica della scuola, i bambini hanno risposto positivamente.

«Essendo loro dei nativi digitali – ha spiegato il dirigente scolastico – non poteva che essere positivo il loro feedback. Qualche difficoltà si è avuta per gli adulti, sebbene genitori e docenti abbiano evidenziato grande spirito di adattamento».

Il Primo Circolo ha distribuito circa 30 dispositivi agli alunni che non ne avevano disponibilità. «Ulteriori problemi hanno riguardato la connettività – ha aggiunto il prof Pizzarelli -. La banda larga non è ancora a disposizione di tutti e questo ha creato un po’ di disagi».

Le ipotesi sulla ripresa

«Le “forme” del nuovo anno scolastico dipenderanno dall’evoluzione della curva epidemiologica». Il dirigente del Primo Circolo ipotizza tre scenari per la ripresa delle attività, dal 1° settembre prossimo.

«Potrebbe permanere infatti la situazione attuale, di convivenza con la pandemia. Si potrebbe invece verificare un regresso del virus, tale da permetterci dunque di tornare alla normalità senza troppe preoccupazioni. Ultima ipotesi, una seconda ondata che ci indurrebbe quindi a usare massicciamente la didattica a distanza».

In quest’ottica, non è comunque concepibile che la dad possa sostituire in toto la didattica in presenza. «È quindi assolutamente necessario ritornare a scuola e operare una sorta di recupero dal punto di vista educativo ed emotivo. Magari con adeguati spazi di apprendimento necessari per poter assicurare la tutela della salute».

Una nuova sfida, dunque, attende la scuola e riguarda la umanizzazione delle nuove tecnologie. «Bisognerà cioè convivere con le nuove tecnologie senza disumanizzarci. Recuperare tutte le opportunità delle nuove tecnologie, senza perdere il senso della nostra mission educativa».

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