Campania

Curteri di Mercato San Severino. Un libro per raccontarne la storia

curteri presentazione monografia

Curteri di Mercato San Severino la storia del borgo raccolta in una monografia scritta da uno studente, un ingegnere e il parroco

Curteri. Culla della città di Mercato San Severino ha il suo primo libro. Una monografia che raccoglie la sua fondazione, le origini, la storia e i tanti eventi che hanno portato questa piccola frazione della città rotense ad esserne punto di origine.

A scrivere questo pezzo di storia tre giovani, ognuno con un lavoro diverso. Tre anni fa hanno deciso di mettere nero su bianco il loro desiderio di raccontare la storia di Curteri. Autori del libro il parroco Don Raffaele De Cristofaro, Rocco Pierri, ingegnere chimico e Gennaro Iannuzzi, neo diciottenne.

Il libro sarà presentato nella piazza antistante la chiesa di San Marco a Rota nella frazione di Curteri domani, domenica 13 settembre, alle ore 18.00. Due dei tre autori, Don Raffaele De Cristofaro e Gennaro Iannuzzi, ci hanno raccontato la loro esperienza.

Don Raffaele, perchè un libro su Curteri?
Per ricostruire la storia di questa frazione, le sue origini e il suo percorso religioso. La storia della parrocchia inizia con la chiesa di Santa Maria a Rota, da lì è iniziato a diffondersi il culto cristiano sul nostro territorio.

Cosa è venuto fuori da queste ricerche?
Personalmente mi sono occupato della parte ecclesiastica, mi ha molto colpito l’impegno dei parroci per la comunità, pronti ad insegnare a leggere e scrivere a chi ne avesse bisogno. La parte storica è stata invece curata da Rocco e Gennaro.

Gennaro, a chi è venuta l’idea di scrivere un libro sulla propria frazione?
Rocco ha condiviso la sua idea di realizzare un libro e insieme a Don Raffaele ci siamo impegnati a ricostruire il percorso storico. Ci sono voluti tre anni di studio e lavoro. Siamo partiti dalle fonti storiche del posto: Archivio di Stato, Diocesi e Comune.

Cosa è venuto fuori?
Il libro ha 22 capitoli, quindi ha molto da raccontare; oltre a quello che ha detto Don Raffaele, ovvero che la parrocchia di Santa Maria Rota è stata il centro propulsore per la diffusione del cristianesimo nel nostro territorio, dobbiamo anche aggiungere che in quel luogo si pagava il Rotaticum, ovvero la tassa per il transito dall’area di Salerno a quella di Napoli e viceversa, cose che avviene tuttora con il casello autostradale a pochi passi da lì.

Questo luogo non ha perso nei secoli il suo ruolo di snodo per lo scambio delle merci e il transito delle persone.

E di Santa Maria a Rota cosa resta?
Tanto, attualmente il comune ha previsto il recupero conservativo di questa chiesa che si trova all’uscita dell’autostrada. Da vicino sembra una casa colonica, ma dietro le mura di questo edificio si conserva la navata e l’abiside. A breve partiranno i lavori conservativi e non vediamo l’ora di rivederla nuovamente riprendere il suo posto nel territorio.

Perchè ti sei impegnato così tanto in questo libro a carattere storico?
E’ importante conoscere la storia del nostro territorio oltre quello che studiamo nei libri, solo così possiamo preservare i nostri paesi.

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