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Crollo palazzina a Torre Annunziata, i geologi ribadiscono da un decennio l’importanza del fascicolo del fabbricato

fascicolo del fabbricato

Recuperate le salme delle due ultime vittime del crollo di Torre Annunziata, i fratelli Salvatore e Francesca, il tragico bilancio di via Rampa Nunziante conferma otto vittime.
Tutte le salme sono state portate nell’obitorio di Castellammare di Stabia.

Intanto, la Procura di Torre Annunziata ha posto sotto sequestro l’area interessata dal crollo della palazzina. La Procura già ieri ha aperto un fascicolo per disastro colposo e omicidio plurimo. Non risultano al momento persone indagate.
All’esame dei magistrati restano diverse ipotesi sul cedimento strutturale della palazzina. In particolare gli inquirenti si sono concentrati sui lavori effettuati ai primi due piani dell’immobile.

Sotto accusa i lavori di ristrutturazione in corso nei primi due piani dell’edificio anni Cinquanta che si affaccia sulla strada ferrata della linea ferroviaria che congiunge Napoli con Salerno. La Procura di Torre Annunziata ha aperto un’inchiesta con l’ipotesi di crollo colposo.

Sul crollo della palazzina nel napoletano, è intervenuto anche il Consigliere nazionale dei Geologi, Domenico Angelone che ha sottolineato come “ancora di più in quelle aree, per quanto riguarda il rischio vulcanico, il fascicolo del fabbricato costituisca un utile strumento per la valutazione della vulnerabilità degli edifici stessi e quindi per la redazione dei piani comunali di Protezione civile. Ci sono ancora comuni italiani – conclude Angelone – che non dispongono di piani di Protezione civile, in molti casi questi sono obsoleti e non rispondenti alle reali criticità del territorio”.

Il Consiglio Nazionale dei Geologi, infatti, da un decennio, ribadisce l’importanza del fascicolo del fabbricato. Argomento di cui si è tornato a parlare dopo il terremoto che ha colpito l’Italia centrale il 24 agosto 2016, ma che sembra essere finito nel dimenticatoio.

“Se ci fosse stato il fascicolo del fabbricato – afferma il Presidente del CNG, Francesco Peduto – sarebbero stati evidenti i problemi strutturali e non legati all’edificio e soprattutto si sarebbe avvertita la necessità di procedere obbligatoriamente ad eventuali manutenzioni del palazzo. Sembrerebbe – continua Peduto – che nello stabile fossero in corso dei lavori di ristrutturazione. E se la causa o la concausa del crollo fosse dovuta proprio agli interventi in atto è sempre perché, senza fascicolo del fabbricato, è impossibile ricostruire tutte le problematiche e gli eventi che hanno interessato un edificio e di cui potrebbe non essere stato possibile tenere conto dei lavori previsti”.

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