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Covid 19 – Villa di Serio, al centro del contagio. Il racconto di Bartolomeo

Covid 19 – Villa Serio, in Val Seriana, sono 50 i morti da febbraio. Il racconto di chi si è trasferito al nord per lavoro ed è rimasto nell’epicentro dei contagi

“Siamo preoccupati ed affranti”.

E’ la prima risposta ricevuta alla domanda: “Com’è la situazione lì da voi?”

Dall’altro capo del telefono c’è Bartolomeo Botta, giovane campano, trasferitosi da qualche anno in Val Seriana. Una nuova vita insieme alla sua compagna e un nuovo lavoro prima dell’arrivo del Covid 19 che imperversa, da settimane, in Lombardia.

Come si presenta la situazione da voi?

Villa di Serio è un comune di 6.000 abitanti. Ogni giorno sentiamo la campana a morto. Attualmente ( martedì 31 marzo 2020) contiamo 50 morti. Nei comuni limitrofi, epicentro della malattia, si contano 80 ad Alzano Lombardo, mentre a Nembro oltre 150 morti. Al Albino sono 140. Questi sono i numeri indicati dai primi cittadini dei comuni colpiti.

Quando è scoppiata l’emergenza?

Il virus è arrivato silenziosamente. Il 23 febbraio abbiamo saputo dei primi contagiati nella vallata. Una situazione che è peggiorata giorno per giorno. Sappiamo che l’ospedale è pieno. E’ un via vai di ambulanze a sirene spiegate, giorno e notte, le sentiamo viaggiare sulla strada denominata “Valseriana”.

Come trascorri le giornate?

Come tutti a casa leggendo e guardando la tv. Dal 20 marzo l’azienda per cui lavoro ha deciso di chiudere, nonostante potesse lavorare come prevedeva l’ultimo decreto. I dirigenti hanno preferito lasciare i dipendenti a casa visto l’aggravarsi della situazione.

Perchè non c’erano le misure di prevenzione adeguate?

No assolutamente, anzi in azienda, impegnata nel settore energetico, sono state predisposte tutte le misure utili per la nostra protezione: distanze, gel disinfettante, mascherine, ecc. Sotto questo aspetto non mancava nulla nemmeno le informazioni su come proteggersi. All’uscita dall’azienda al ritorno a casa non mancavano i posti di blocco delle forze dell’ordine. Da casa al luogo di lavoro ho contato tre posti di blocco per un totale di 5 chilometri.

Perchè non siete tornati a casa come hanno fatto molti?

Per non mettere a rischio le nostre famiglie, il rischio è serio e noi lo abbiamo visto con i nostri occhi di quante persone si sono ammalate qui e sono venute a mancare.

Come appare Villa di Serio ora?

Serio è una piccola cittadina, c’è un bellissimo parco ora chiuso al pubblico. Nel paese non si incontra nessuno, le persone si recano a fare la spesa o in farmacia. Nessuno canta sui balconi. Nessuno ne ha voglia, sono troppi quelli colpiti dalla perdita di un caro. Nelle ultime settimane sono arrivati militari russi, impegnati nella disinfestazione. Il sindaco è molto attivo sui social, tutti i giorni lancia messaggi e tiene alto il morale di tutti, sperando che finisca presto.

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