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Chi era per me Maradona. Addio, Diego – di Gabriele Di Giuseppe

Il mondo del calcio piange Diego Armando Maradona, morto all’età di 60 anni per un arresto cardiaco.

La notizia arriva inaspettata in redazione e il primo pensiero va al nostro Gabriele. Ha 20 anni, ma il suo idolo, Maradona, arriva da un tempo lontano, di “quando il calcio faceva battere il cuore” dice lui quando mi diverto a prenderlo in giro. Lui, azzurro Napoli, io neroazzurra dentro.

Ed è attraverso le parole di Gabriele, le sue emozioni scritte di getto che vogliamo rendere omaggio al grande, amato, contestato numero 10, che incantò il mondo con “la mano de Dios“.

“Io non ti ho mai visto giocare. Io non ti ho vissuto Diego. Ma, come nell’antichità, le gesta si tramandano di generazione in generazione. Tu che dovevi essere il mio primo tatuaggio, perché eri l’unica certezza in questi primi 20 anni. Tu mi hai fatto male, tanto tanto male. Quel male che provò Tacconi, quando sulla tua punizione, finì con la testa sul palo. Il mio unico vero idolo, trascinatore e uomo da seguire. Hai fatto emozionare mio padre come nessuno mai. Dopo la famiglia, eri l’unico che lo faceva stare sereno e tranquillo; quando lo sentivo parlare di te gli si illuminavano gli occhi con un po’ di nostalgia e le lacrime non scendevano giù per rispetto a D10S. In un mondo dove i valori stanno a zero, dove l’amore per i più deboli va sempre di più a calare TU eri il salvatore per noi. Io, terrone fiero, ho perso il mio Messia. Sono nato 10 anni (questo numero non è mai stato un caso) dopo l’ultimo scudetto e l’ho amato dal primo istante, ed è questa per me la fede.

Avevi sfidato tutti e tutti ti stavano sotto perché tu eri un dio. Ti eri schierato con i più piccoli, perché tu eri così, forte con i forti e buono con i deboli. Il mio sogno era di rivederti a Napoli ma, purtroppo, non accadrà mai.

Diego, ti giuro che parlerò di te con i miei figli e i figli dei loro figli, perché tu sei eterno come eterno è il mio dolore di questo momento. Conserverò con ancora più gelosia e amore la tua maglia che ho nel cassetto. Resterà il mio talismano. Gracias Diego, te quiero Diego, scusami se sono debole ora. Fa buon viaggio. San Gennaro, pensaci tu”.

Testo di Gabriele Di Giuseppe

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