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Cava. Cercasi candidatura Unesco per l’Abbazia Benedettina

abbazia

Ci si aspettava di vederla figurare nell’elenco dei paesaggi benedettini italiani che si contendono il titolo di Patrimonio dell’Umanità Unesco e invece, a quanto pare, per l’Abbazia di Cava de’ Tirreni non si sarebbe profuso il necessario impegno nel presentare la candidatura. Un «treno perso» a cui si starebbe cercando di porre rimedio con una serie di pratiche dell’ultimo minuto.

Già lo scorso gennaio, l’opportunità di vedere l’Abbazia concorrere per essere designata quale insediamento benedettino dell’Italia Medievale Patrimonio dell’Umanità Unesco era stata portata all’attenzione dell’opinione pubblica dall’ex sindaco Luigi Gravagnuolo che aveva sollecitato non solo padre abate dom Michele Petruzzelli, ma anche l’amministrazione comunale e regionale a mobilitarsi affinché l’Abbazia di Cava de’ Tirreni venisse inserita nell’elenco.
«Mi sia consentito – scriveva Gravagnuolo a gennaio – di rivolgere un accorato appello alle nostre autorità comunali, provinciali e regionali, nonché alla stessa gerarchia ecclesiastica, a cominciare dal padre abate della Badia di Cava, dom Michele Petruzzelli, affinché si assicurino dell’inserimento della nostra Badia nel progetto e ne rafforzino la candidatura presso l’Unesco. La Fondazione Comunitaria del Lecchese ha messo in movimento il treno, sarebbe un delitto lasciarcelo sfuggire».

L’esito della selezione è stato reso noto pochi giorni fa e, a quattro mesi dal sollecito, è stato lo stesso Gravagnuolo a scoprire che l’Abbazia Benedettina di Cava de’ Tirreni non figurava tra le otto candidate.

«Sono rammaricato – ha spiegato Gravagnuolo – di un’opportunità che è venuta a mancare. La provincia di Salerno vanta due paesaggi culturali patrimonio dell’Umanità, il Parco Nazionale del Cilento e la Costiera Amalfitana; se dunque l’insediamento benedettino cavense fosse stato riconosciuto come tale, il territorio salernitano, già primo in Italia, avrebbe potuto avvantaggiarsene ulteriormente. L’inserimento nella lista dei siti UNESCO, infatti, dà diritto, oltre che a particolari tutele, a vantaggi in termini di promozione turistica ed a “punteggi” preferenziali nel caso di eventuali future candidature al finanziamento di progetti a valere su fondi comunitari e nazionali».

A quanto pare, però, non tutto sembra essere perduto. A seguire l’iter è ora l’ex direttore dell’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo, Mario Galdi, il quale ha fatto sapere che la pratica per la candidatura dell’Abbazia Benedettina di Cava quale Patrimonio Unesco è attualmente in corso.

«Proprio pochi giorni fa – ha spiegato Galdi –, abbiamo avuto un incontro al Comune con l’architetto Giovanni Villani, capo-area del Settore Beni Paesaggistici della Soprintendenza, e la presidente Gabriella Alfano, nel corso del quale sono state illustrate le possibilità e le fattibilità della candidatura. Le pratiche sono avviate e a breve ci sarà un tavolo di lavoro, e dell’iter viene costantemente aggiornato anche padre abate dom Michele Petruzzelli».

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