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Cava United: a Pellezzano aggrediti e costretti a tornare a casa senza doccia

Cava United

Disordini in campo domenica scorsa, al Casignano di Pellezzano, nel corso dell’ultima giornata del Campionato di Seconda Categoria Campano, tra i locali del Real Capriglia e gli ospiti del Cava United Football Club.

Si è concluso nel peggior modo possibile l’incontro tra Real Capriglia e Cava United F.C. disputatosi domenica scorsa. Stando a quanto fatto sapere dai vertici dirigenziali del sodalizio cavese, infatti, la gara sarebbe andata liscia – seppur combattuta – per tutto la prima frazione di gioco, con la squadra di casa in vantaggio per 1-0. Poi, durante i primi minuti del secondo tempo i cavesi si sono portati in vantaggio con tre reti consecutive.

«Già subito dopo il gol del pareggio sono iniziate le intimidazioni in campo, con spintoni, parole minacciose e gioco violento – raccontano i dirigenti cavesi in una nota diramata nelle scorse ore – A un certo punto è scoppiata una vera e propria rissa in campo, con aggressioni ripetute ai nostri ragazzi. Il tutto sotto gli occhi dell’arbitro che, imperturbabile, fingeva di non vedere nulla. Addirittura, mentre nei pressi della panchina cavese si accendeva un parapiglia, con spintoni e colpi proibititi, l’arbitro lasciava giocare, seguendo lo svolgersi dell’azione dall’altra parte del campo».

La situazione sarebbe poi precipitata del tutto sull’estinguersi della gara, finita 3-3. Da quanto raccontano i dirigenti uno dei rappresentanti del Real Capriglia ha aggredito i ragazzi del Cava United con improperi e minacce, aizzando sia gli altri elementi della panchina che i giocatori della sua squadra.

«A quel punto la situazione è andata completamente fuori controllo – si legge ancora nella nota – i nostri ragazzi sono stati praticamente inseguiti in campo, spintonati, colpiti ripetutamente. Siamo intervenuti tentando di sedare gli animi e accompagnando i calciatori negli spogliatoi. Ma ci è stato impedito di accedere: i ragazzi non si sono potuti fare la doccia o cambiarsi, sono stati cacciati via dall’impianto e costretti ad andarsene sudati, in pantaloncini e magliette, e sotto gli occhi esterrefatti dei tifosi, sia locali che ospiti. Abbiamo più volte richiesto l’intervento delle forze dell’ordine la cui presenza non si rilevata fino al momento di lasciare l’impianto».

Ora chiedono giustizia, sportiva e non solo, i rappresentanti della formazione metelliana alla luce di quanto verificatosi. «Si è trattato di un intollerabile episodio di intimidazione criminale e mafiosa – concludono – ci rivolgeremo agli organi competenti».

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