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Bankitalia: “Valorizzare il capitale umano per uscire dalla crisi”

Visco: “Va migliorata la qualità del capitale umano, affrontando i problemi di fondo del sistema scolastico, dell’università e della ricerca”

L’economia italiana, a causa della pandemia di Coronavirus, registrerà nel corrente anno la più forte contrazione dalla Seconda guerra mondiale.

Non andrà meglio all’economia globale dove, stando alle analisi del Fondo Monetario Internazionale, il prodotto mondiale registrerà una cospicua diminuzione.

Scenari stravolti, quindi, rispetto alle prospettive ipotizzate prima della pandemia di Covid-19, una catastrofe che, con molta probabilità, influirà negativamente anche negli anni futuri, andando così ben oltre il breve periodo.

Un’economia che già di per sé non godeva di ottima salute è stata messa al tappeto dal virus che in ogni angolo del mondo ha lasciato il segno.

A tracciare il drammatico quadro è Ignazio Visco, Governatore della Banca d’Italia, nelle sue Considerazioni finali che accompagnano la Relazione annuale sul 2019.

Dall’analisi della Banca centrale emerge un dato che non può lasciare indifferenti e che merita la massima attenzione da parte di tutti.

Si stima, infatti, che la crisi economica porterà a una riduzione del reddito che per il 20% di famiglie con redditi inferiori (“il quinto più basso della distribuzione”) sarà “due volte più ampia di quella subita dalle famiglie appartenenti al quinto più elevato” cioè al 20% che ha redditi maggiori.

Tradotto in soldoni e basandoci su quanto avvenuto nei primi tre mesi del 2020 aumenteranno le diseguaglianze, ovvero la distanza tra poveri e ricchi.

In particolare, nella relazione, si dice che “la disuguaglianza della distribuzione del reddito netto equivalente da lavoro, misurata dall’indice di Gini per i nuclei con capofamiglia di età inferiore ai 64 anni e in cui non si percepiscono redditi da pensione (il 58 per cento del totale), sarebbe aumentata di circa due punti percentuali al 37 per cento, toccando il valore massimo dal 2009, anno di inizio della serie storica utilizzata”.

Visco: “Possibile aumento del numero di famiglie che non riescono a mantenere standard di vita accettabili”.

Se da un lato gli ammortizzatori sociali dovrebbero “essere in grado di ridurre in misura rilevante l’incremento della disuguaglianza nella distribuzione dei redditi da lavoro dovuto all’emergenza sanitaria”, secondo Banca d’Italia, “nel medio termine sussiste, però, il rischio che l’emergenza Covid-19 accentui le disuguaglianze sia per la maggiore presenza di lavoratori a basso reddito nei settori con più elevato rischio di contagio e con minore possibilità di lavoro a distanza, sia perché gli ammortizzatori sociali offrono un sostegno di natura temporanea, a fronte di ripercussioni potenzialmente durature sulla capacità reddituale dei lavoratori più coinvolti”.

Le misure adottate, come ad esempio la cassa integrazione e lo stop ai licenziamenti che hanno protetto il lavoro, non potranno evitare il trauma sull’economia italiana che, in termini di Pil, vedrà un crollo a fine anno oscillante tra il 9% (scenario di base) e il 13% (pessimistico).

“È una crisi senza precedenti nella storia recente”

In questa che è la più grande crisi economica e sanitaria della storia recente sarà importante, secondo il Governatore, ripartire valorizzando anche il capitale umano “come da troppi anni si sottolinea, va migliorata la qualità del capitale umano, affrontando i problemi di fondo del sistema scolastico, dell’università e della ricerca”.

Non resta che unirci all’appello del Governatore: “Nessuno deve perdere la speranza”, l’Italia ce la farà.

Leggi anche: Le ricette della finanza – a cura di Marco Marcocci

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