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ArtBonus: addio animali nei circhi

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Approvata l’estensione dell’ArtBonus a tutti i settori dello spettacolo. Tra i provvedimenti, il graduale superamento della presenza degli animali nei circhi e nelle attività dello spettacolo viaggiante.

Approvata con 265 voti, 13 i no la legge delega di riordino del settore dello Spettacolo,
La nuova legge, ha sottolineato il ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, «incrementa le risorse del Fondo Unico per lo Spettacolo, estende l’ArtBonus a tutti i teatri, rende permanente il tax credit musica, introduce maggiore trasparenza, porta sostanziali novità per il rilancio e la crescita del settore e prevede il graduale superamento della presenza degli animali nei circhi».

Graduale superamento della presenza degli animali nei circhi.

«Dopo decenni di silenzio sul tema da parte di Governo e Parlamento, salutiamo positivamente la trasformazione in legge di questo impegno, un importante passo in avanti verso la tutela degli animali e il rilancio di uno spettacolo davvero umano», commenta la Lega Antivivisezione.
«Anche in Italia non si potranno più utilizzare animali in circhi e spettacoli viaggianti, come già succede in oltre 50 Paesi di tutto il mondo – dice la Lav – Sarà un “graduale superamento” e su questo impegno, oggi diventato legge, il Governo in carica o il prossimo dopo le elezioni di marzo, sono tenuti a formulare, entro la fine del prossimo anno, un decreto legislativo. Il bicchiere del provvedimento è mezzo pieno grazie all’estensione non solo ai circhi ma anche agli spettacoli viaggianti, come da noi proposto».

Le principali novità della legge sullo spettacolo dal vivo.

La riforma aumenta le risorse del Fondo Unico per lo Spettacolo con fondi pari a +9.5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019 e a +22.5 milioni di euro a decorrere dal 2020.

La legge, inoltre, autorizza la spesa di 4 milioni di euro per attività culturali nei territori colpiti dal sisma del Centro Italia.

La riforma estende l’Art Bonus a tutti i settori dello spettacolo: le orchestre, i teatri nazionali, i teatri di rilevante interesse culturale, i festival, i centri di produzione teatrale e di danza, i circuiti di distribuzione potranno avvalersi del credito d’imposta del 65%.

Il sostegno statale allo spettacolo dal vivo, inoltre, si estende alla musica popolare contemporanea, ai carnevali storici e alle rievocazioni storiche e verrà riconosciuto il valore di diverse forme di spettacolo, tra cui le pratiche artistiche amatoriali, le espressioni artistiche della canzone popolare d’autore, il teatro di figura, gli artisti di strada.

Nasce, infine, il Consiglio superiore dello spettacolo, organismo consultivo del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo che sostituisce la Consulta per lo spettacolo.

Con la votazione, il Governo in carica, ma più verosimilmente il prossimo dopo le elezioni di marzo,è tenuto a formulare, entro la fine del prossimo anno, un Decreto Legislativo.

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