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Giornata contro la violenza sulle donne, Frida: “Mai abbassare la guardia”

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Oggi è la giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Chiedere aiuto è fondamentale.

L’appello della presidente dell’associazione Frida, Ilaria Sorrentino: “Invito sempre tutte le donne a denunciare e le loro famiglie a sostenerle”

25 novembre 2020, il tema “violenza sulle donne”, purtroppo, è ancora attuale. Ogni anno ci promettiamo che il prossimo sarà migliore e che i casi diminuiranno, invece, dobbiamo, ancora una volta, smentirci.

Con le misure di contenimento, per evitare la diffusione dell’epidemia da Covid-19, viviamo tutti una situazione di convivenza forzata e questo ha, in parte, certamente contribuito all’aumento dei maltrattamenti in famiglia.

Il dossier di Eures sulla violenza contro le donne, infatti, ha fatto emergere che, nei primi dieci mesi del 2020, le donne vittime di omicidio sono novantuno (91), un numero in leggera flessione rispetto al 2019 (99), ma quello che preoccupa sono i maltrattamenti in famiglia, in aumento dell’11%.

Ne abbiamo parlato con la presidente dell’associazione Frida Onlus – Contro la violenza di genere, Ilaria Sorrentino.

“E’ fondamentale tenere sempre alta l’attenzione su questo argomento – commenta la Presidente – Parlarne aiuta tante donne, che subiscono, a chiedere aiuto, a non sentirsi sole. La pandemia non ha di certo fermato la violenza e questo ci viene confermato dai numeri. Ad oggi, una donna ogni tre giorni viene uccisa, ad oggi sono già morte più di 90 donne. Il Covid le ha rinchiuse in casa con il loro aguzzino e questo non le aiuta nell’avvicinarsi ai Cav, perché hanno ancora più difficoltà, non riescono a trovare uno spazio per fare una telefonata o uscire per un colloquio. I centri antiviolenza e anche le Forze dell’Ordine si sono reinventati. Noi, come Cav, abbiamo utilizzato i contatti da remoto o utilizzato sempre i dpi, ma abbiamo comunque continuato a sostenerle, mentre le Forze dell’Ordine hanno realizzato delle apposite App per avviare un primo contatto”.

“Fondamentale, però – ci spiega -, è anche fare sensibilizzazione e informazione sui territori, nonché interventi nelle scuole. Quest’anno siamo riusciti a realizzare un progetto intitolato “Cos’è l’amore?” con la collaborazione dell’Istituto Comprensivo Carducci Trezza, IIS “Della Corte – Vanvitelli” e l’associazione Amici della Terza Età, proprio per avviare un’attività di educazione nelle scuole. Invito sempre tutte le donne a denunciare e le loro famiglie a sostenerle”.

Chiedere aiuto, dunque, resta ancora la vera arma di cui si dispone per contrastare ogni forma di violenza.

Sono ancora troppe le vittime che non riescono a denunciare, malgradoll’introduzione del cosiddetto “Codice Rosso”, in vigore ormai da un anno, uno strumento fondamentale per contrastare la violenza domestica e di genere, ma che ancora richiede perfezionamenti, con l’aiuto di diversi attori che dovrebbero agire in sinergia tra di loro.

Cosa ferma una donna dal denunciare? Certamente la paura. Paura di non essere creduta, di una ritorsione, che, talvolta, si affiancano alla convinzione di essere colpevoli e di meritare le botte e i soprusi.

Tutti noi possiamo fare tanto, abbiamo occhi, abbiamo orecchie, abbiamo la bocca, anche un semplice: “Tutto bene?” può fare tanto, non dimentichiamolo mai.

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