Attualità

13 anni fa, la strage di Nasiriya

la red - strage Nasiriya

28 morti, 19 italiani e 9 iracheni, 58 i feriti, tra militari e civili, italiani e non. Una strage avvenuta in Iraq, a Nāṣiriya, il 12 novembre del 2003, 13 anni fa.

Era mattina, il ricordo è sbiadito, ma la sensazione, no, quella rimane ancora oggi viva. Non ricordo dove o cosa stessi facendo, ricordo solo che il fatto è avvenuto intorno alle 9 del mattino e che, tutto ad un tratto, la mia attenzione fu rapita da immagini cruente, gente che urlava, fumo e carcasse di auto aggrovigliate. 13 anni fa, le dirette erano assai più rare di oggi. Oggi, in pochi minuti, basta uno smartphone, tutto può essere diffuso.

All’epoca o eri sul posto o eri un grosso network o niente. Ricordo i messaggi di cordoglio, ricordo le 19 bare, il tricolore ed il presidente Ciampi. Egli era in piedi davanti alle bare dei nostri italiani, dei nostri militari. Ricordo anche gli imbecilli che, davanti ad un fatto così grave, non persero tempo a manifestare il loro dissenso alla guerra con il più macabro ed irrispettoso: “se la sono cercata, erano in Iraq, erano in guerra”.

Sensazioni mai provate, orribili, che ancora oggi avverto. Forse un monito per non fare quello che dovrei fare, andare a documentare l’operato dei nostri connazionali che nell’adempimento del proprio Dovere hanno perso la vita. Io, di soldati, ne ho conosciuti pochi, ma, sarà un caso, di ciascuno ricordo una cosa, anzi due: il loro sorriso e, non da meno, un alto senso di appartenenza alla Patria.

E penso che, se oggi sorridessimo di più e se tenessimo in alta considerazione la Nostra Patria, la Nostra Italia, magari le cose andrebbero meglio, magari non cercheremmo in altrove quello che invece abbiamo e che, ahinoi, abbiamo dimenticato: il senso civico.

Oggi, sono 13 anni che 28 persone sono morte per ideali che avverto sfilacciati, sbiaditi, come un tricolore che sventola più per folklore che per appartenenza nazionale. Ricominciamo a sorridere, ricominciamo da noi stessi: cittadini d’Italia.

Vari i contributi audio video che è possibile trovare liberamente sul web.

Centinaia i video, amatoriali o meno, proposti dalla rete. E’ possibile anche rintracciare il film “20 sigarette” di Aureliano Amadei che racconta, con una prospettiva decisamente diversa, la strage di Nasiriya. Altro approccio è quello fornito da Accasfilm con “Strage di Nasiriya”. Anche la trasmissione Report, attualmente condotta da Milena Gabbanelli dedicò un approfondimento il 3 giugno 2007 dal titolo “Fuoco Amico” di Sigfrido Ranucci.

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