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“120 BPM”: la storia di Act-up Paris e la lotta contro l’AIDS. In Italia vietato ai minori di 14 anni.

“Io nella vita faccio il sieropositivo”, così si conclude il trailer del film 120 battiti al minuto che molti vorrebbero candidato agli Oscar

Grand Prix all’ultimo Festival di Cannes, onore e gloria da parte del regista Pedro Almòdovar, riconoscimenti al regista Robin Campillo.

Eppure, la storia dei militanti di Act-up Paris che negli anni 90 hanno lottato contro l’indifferenza generale nei confronti dei malati di AIDS, in Italia verrà vietato ai minori di 14 anni. Perchè? Solo da noi i minori di 14 anni devono essere protetti dalla visione di tali pellicole. Invece di utilizzare questo film come strumento di informazione e di educazione per i ragazzi, viene ritenuto troppo forte e non adatto.

In Francia ciò non è avvenuto, nessuna polemica, anzi ben accolto soprattutto dalla comunità LGBT

Parliamo di una malattia che ha causato 40 milioni di vittime, complice il silenzio e l’ignoranza. In un paese come il nostro, dove registi come Sebastiano Riso vengono picchiati e offesi verbalmente per l’orientamento sessuale e il proprio film.

120 battiti al minuto è uscito ieri nelle sale con Teodora Film. Quest’ultima nel comunicato stampa scrive :” Abbiamo sperato fino all’ultimo che 120 Battiti al minuto riuscisse ad arrivare nelle sale italiane come ‘Film per tutti’, sarebbe stato un segnale forte, per dimostrare che gli uomini che amano altri uomini non spaventano più nessuno. Così non sarà.

Il film racconta in maniera impeccabile l’azione dei militanti di Act-up Paris, con due protagonisti giovani e talentuosi

Act-up Paris è un’ associazione fondata nel 1989 sul modello di Act-up New York, nata per difendere i diritti di chiunque abbia l’AIDS. Il focus della narrazione sarà sull’azione di questi due giovani attivisti dell’associazione, interpretati da Nahuel Pérez Biscayart e Arnaud Valois. Sguardi, abbracci, baci sul collo, un amore che sboccia tra lotte e cortei per una vita più giusta.

Film con tematiche di questo tipo non vengono mai valorizzati fino in fondo. Pensiamo alla pellicola The Normal Heart prodotto da HBO (con Mark Ruffalo, Matt Bomer, Julia Roberts) candidato a 16 Emmy Awards nel 2014, mai arrivato al cinema.

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