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Ticket: proposta di revisione prima dell’estate

Ticket

Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin e la commissione Salute della Conferenza delle Regioni guidata dal coordinatore Antonio Saitta hanno deciso di riattivare il Tavolo previsto dall’articolo 8 del Patto per la Salute per la revisione del sistema di compartecipazione alla spesa sanitaria (ticket).

La decisione è stata assunta al termine dell’incontro di ieri al Ministero della Salute tra il Ministro e gli assessori alla Salute delle Regioni.
Il Tavolo di lavoro sarà composto da tecnici designati dalla commissione Salute, dal Ministero della Salute, dal Mef e da Agenas.
La prima riunione è stata fissata per il 19 aprile al Ministero della Salute. Al momento non sussistono ipotesi precostituite di revisione ma è comune l’obiettivo di rivedere il sistema dei ticket, secondo principi di equità, solidarietà e universalismo.

Ministro e assessori hanno concordato che il tavolo concluda i lavori con una proposta condivisa prima della pausa estiva.
“Istituiremo, subito dopo Pasqua, un tavolo ed un gruppo di lavoro per la riforma del sistema dei ticket sanitari, di cui faranno parte le Regioni, i ministeri di Economia e Salute, l’Agenas ed i tecnici. L’obiettivo è arrivare a formulare proposte concrete entro l’estate”, ha poi confermato al termine dell’incontro il coordinatore della commissione Salute della Conferenza delle Regioni, l’assessore Antonio Saitta, al termine dell’incontro con il ministro Lorenzin. “Bisogna, ha detto Saitta, “affrontare il tema, come previsto dal patto per la salute 2014, con l’obiettivo anche di omogeneizzare il sistema su tutto il territorio nazionale”.

“Le Regioni – ha sottolineato – dichiarano la massima disponibilità e per ora non ci sono ancora proposte definite sul tavolo. E’ un percorso di lavoro che sta iniziando”. Tuttavia, ha concluso, resta il nodo del gettito di 3 miliardi di euro, derivati attualmente dai ticket sanitari: “E’ una quota che, nell’eventualità dell’abolizione dei ticket va garantita alle Regioni per evitare una riduzione del fondo e, dunque, delle attività sanitarie”.

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