Agro Nocerino Ambiente EVIDENZA Salute Scuola video

Roccapiemonte: presentato questa mattina il progetto No Amianto

Presentato questo mattina il progetto No Amianto a Roccapiemonte, per la mappatura della presenza di amianto sul territorio comunale.

Un vero e proprio censimento sulla presenza di amianto sul territorio cittadino. Il progetto No Amianto a Roccapiemonte è stato illustrato questa mattina, nell’aula magna dell’Istituto Comprensivo Vassalluzzo.

Una folta platea di alunni ha presenziato all’evento, promosso dall’amministrazione comunale rocchese, con il coinvolgimento delle forze dell’ordine e di Legambiente.

I relatori del progetto No Amianto a Roccapiemonte

A redigere il progetto sono stati il dottor Alberto Gentile e l’ingegnere ambientale Cecilia De Conciliis. Si sono divisi il compito di spiegare ai ragazzi tutto ciò che riguarda l’amianto e di illustrare le finalità del progetto.

In particolare Alberto Gentile, dottore in scienze ambientali, ha sottolineato che «la mappatura dell’amianto presente sul territorio comunale deve essere un punto di partenza, utile a portare a termine una bonifica completa per Roccapiemonte».

L’idea di esporre il progetto agli studenti è nata «dall’esigenza di diffondere fin da tenera età la cultura della tutela dell’ambiente».

Il sindaco Carmine Pagano: «Ora tocca passare dalla teoria alla pratica»

A fare gli onori di casa, il sindaco Carmine Pagano che ha fatto un’opportuna precisazione: «Il progetto ci ha dato una mappa completa della presenza di amianto sul territorio di Roccapiemonte. Ora dobbiamo però passare dalla teoria alla pratica. Dobbiamo cioè iniziare l’opera di smaltimento. Il Comune si incaricherà delle strutture di propria pertinenza e i privati cittadini dovranno provvedere negli immobili di proprietà».

Costi elevati: Buonomo propone incentivi dalle istituzioni

Michele Buonomo, storica “voce” di Legambiente Campania, lancia ancora una volta una proposta alle istituzioni, a partire dalla Regione. «Ci sono costi elevati per lo smaltimento e molti non procedono con la cosiddetta autodenuncia, proprio per evitare di sobbarcarsi spese onerose. Sarebbe dunque il caso che le istituzioni sostenessero i costi, erogando appositi incentivi».

laRed TV





Per continuare ad usare questo sito, devi accettare la politica di uso dei Cookie maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi