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Questione piscina comunale. Galdi incalza Servalli: “Riprendiamoci l’impianto”

La società che gestisce la struttura natatoria di via Gino Palumbo sarebbbe in debito con il Comune. Accertamenti in corso dall’ufficio Patrimonio per rientrare nelle somme dovute e recuperare la piscina.

Dall’ufficio Patrimonio e dall’avvocatura comunale di Palazzo di Città è arrivata la conferma che l’ammontare dei canoni di locazione non pervenuti ha raggiunto e superato la soglia dei 500 mila euro.

«Sussistono tutte le condizioni per la proposizione di un ricorso volto alla declaratoria di fallimento della società che gestisce l’impianto»

E’ questo il commento dell’ex sindaco e attuale consigliere di minoranza, Marco Galdi, che più volte aveva chiesto – in sede di consiglio comunale – agli uffici competenti e al dirigente del settore di venire a conoscenza dell’effettiva situazione debitoria della Porzio Sport Management (la società che gestisce la piscina) e ora, a risposta ricevuta, sollecita il primo cittadino Vincenzo Servalli ad attuare tutte le manovre necessarie per poter recuperare le somme dovute e riappropriarsi della piscina.

«L’ammontare del debito che la società ha maturato nei confronti del Comune, superiore a 500 mila euro, è tale da determinare l’inclusione della stessa nel novero degli imprenditori “soggetti alle disposizioni sul fallimento” – ha spiegato Galdi –. Da circa due anni, in sede di Commissione di accertamento sulla situazione della Piscina comunale, mi sto battendo perché il Comune superi l’attuale situazione di inerzia e agisca con decisione nei confronti di questa società gravemente inadempiente, affinché restituisca all’Ente la piscina. Adesso l’Amministrazione Servalli deve procedere».

La procedura fallimentare per l’Ati Porzio Sport Management Srl – cooperativa che nel 2004 si aggiudicò la concessione della piscina per 25 anni, senza però versare negli anni le somme dovute – potrebbe essere, almeno secondo Galdi, l’unica via rimasta da percorrere.

Ma il debito sull’impianto rappresenta solo un tassello – seppur il più sostanzioso – dell’ampio puzzle di crediti vantati dall’amministrazione nei confronti di terzi.

L’ufficio Patrimonio, infatti, su input il consigliere comunale Anna Padovano Sorrentino, delegata al ramo, ha avviato una serie di controlli a tappeto per rientrare in tempi brevi nelle somme che il Comune deve ricevere nei confronti di numerose associazioni, enti terzi e privati cittadini (in tutto almeno una trentina) a cui è affidata la gestione degli immobili di proprietà comunale. Una cifra stimata di almeno 180 mila euro all’anno di cui, negli ultimi dodici mesi, l’attività dell’ufficio Patrimonio ha permesso di recuperare circa 80 mila euro.

A quanto risulta ci sarebbero anche altri enti che occupano immobili del patrimonio comunale per un totale di almeno 6300 euro mensili (oltre 75 mila all’anno) di passivo. Nella lente dell’ufficio Patrimonio, dovrebbero esserci per l’esattezza – oltre al Social Tennis Club (debito stimato di quasi 200 mila euro) e alla piscina comunale di via Gino Palumbo – almeno altri otto immobili di proprietà del Comune. Tra tutti spicca, per consistenza della cifra, il Commissariato di Pubblica Sicurezza di viale Marconi da cui l’amministrazione comunale dovrebbe ricevere una cifra di 4400 euro al mese (importo determinato dall’Agenzia del Demanio).

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