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Polveri sottili: a Cava, secondo Arpac, sforamenti preoccupanti

secondo Arpac

Polveri sottili e inquinamento in città: gli ultimi rilievi dell’Arpac registrano sforamenti preoccupanti sul territorio cittadino

Cava de’ Tirreni. Ben due i superamenti delle soglie limite verificatisi nel corso della settimana e torna l’appello rivolto all’amministrazione affinché si prendano provvedimenti. I primi segnali d’allarme erano già arrivati a inizio anno alla luce del report annuale dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale in Campania. Dal confronto con i dati del 2016 era già emerso un aumento degli sforamenti. Ma adesso a creare maggiore preoccupazione sono gli ultimi rilievi, quelli registrati consequenzialmente nelle giornate tra il 29 e il 31 gennaio e facilmente consultabili sul portale web dell’Arpac, il cui l’indice di polveri sottili (PM10, particolato) disperse nell’aria e registrato dall’unica centralina presente sul territorio cittadino si aggirava intorno agli 89 µg/m³ (nanogrammi per metro cubo) laddove il limite massimo dovrebbe essere di 50 nanogrammi per metro cubo. A questi numeri si aggiungono poi i dati forniti dal bollettino annuale dell’Arpac che presentano un incremento degli sforamenti nel corso del 2017 per quanto riguarda l’emissione di PM10 (16 su un massimo di 35) e di biossido di azoto (68 su un limite di 200): numeri che classificano la città metelliana al terzo posto (dopo Nocera Inferiore e Salerno) tra gli agglomerati urbani più inquinati della provincia. Uno scenario attualmente all’attenzione dell’ex sindaco e attuale consigliere di minoranza, Marco Galdi, che – di fronte a questi numeri – non ha mancato di inviare stoccate all’amministrazione.

«A Cava il limite è quasi raddoppiato – ha constatato Galdi –. Eppure: tutto a posto! Nessuno in Città si pone il problema, sindaco, assessore all’ambiente. Insomma, vogliamo far finta di niente?»

Eppure, secondo gli addetti ai lavori, i dati raccolti sarebbero addirittura attendibili solo parzialmente e descriverebbero, in realtà, una situazione meno critica di quella che realmente è.Il problema, a quanto pare, è la presenza di un’unica centralina di rilevamento e monitoraggio della qualità dell’aria in tutta la città.
È installata su uno dei piloni dello stadio comunale “Simonetta Lamberti”, in corso Mazzini: una zona alquanto decentrata rispetto ai punti in cui maggiormente si concentrata il traffico veicolare. Queste circostanze, quindi, lasciano immaginare come i rilievi possano essere relativamente falsati da un campione poco rappresentativo della qualità dell’aria in città.
Da qui all’esigenza di avere riscontri più attendibili che possano permettere agli organi competenti di predisporre le dovute misure di prevenzione e risoluzione del problema.
Legambiente Cava, presieduta da Attilio Palumbo, si è mobilitata per venire a capo della vicenda e già ha contattato l’Arpac per chiedere la predisposizione di rilievi aggiuntivi e monitoraggi più dettagliati anche tramite l’utilizzo di stazioni mobili, qualora non fosse possibile predisporre nuove centraline di monitoraggio in altri punti critici del territorio cittadino. Nel frattempo si susseguono anche i tavoli di concerto con l’amministrazione e, in particolare, con l’assessorato all’ambiente retto da Nunzio Senatore per mettere in campo una serie di azioni mirate al migliorare la qualità dell’aria. Impossibile, per il momento, prevedere giornate ecosostenibili di blocco al traffico come fatto in altre città considerata la conformazione viaria del territorio metelliano, tuttavia si prevedono azioni di incoraggiamento a una mobilità sostenibile con l’incentivazione dell’uso dei mezzi pubblici piuttosto che dell’automobile.

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