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Palloncini bianchi ed un lungo applauso, l’ultimo saluto a Filippo Servillo

Chiesa gremita. Tutti alla Madonna dell’Olmo per salutare, per l’ultima volta, il figlio, il nipote, l’amico Filippo. Poi il silenzio, l’applauso ed infine i palloncini bianchi.

Cava de’ Tirreni. Mai sentito un Borgo Scacciaventi così silenzioso. Solo la pioggia ad accompagnare il passo lento di mamma, papà e della sorella verso la Basilica della Madonna dell’Olmo. Dietro di loro, tutti gli altri. Ad attenderli all’ingresso della Basilica della Madonna dell’Olmo don Giuseppe Ragalmuto e don Beniamino D’Arco. Saranno loro a celebrare la Messa più difficile.

Il sagrato della Basilica è affollato, gente comune, politici, associazioni, parenti ed amici. Tutti lì perché Filippo sarà con loro per l’ultima volta.

“Potremmo dire tante belle parole, ma servono a poco o niente – sussura con voce emozionate don Giuseppe Ragalmuto – è sufficiente il nostro affetto nei confronti della famiglia di Filippo che vive questo momento di grande sofferenza”. Al termine della celebrazione è la volta di don Beniamino che ricorda Filippo e l’altra giovane vittima del tragico incidente, la diciottene francese Katerina. “Filippo sognava un avvenire, una carriera, un lavoro, sperava di portare il nome di Cava all’estero – racconta don Beniamino – La tragedia, allora, non deve abbatterci ma spingerci ad andare avanti con più forza e determinazione per vivere intensamente quello che oggi siamo”.

Poi la Messa finisce, Filippo viene portato in spalla dai suoi amici fino in piazza.

Non prima di un lungo applauso e tanti palloncini bianchi, qualcuno vola in alto, lassù verso un cielo che nel frattempo ha ripreso a piovere. Esattamente come all’ingresso. L’ossequio dei commercianti del Borgo e del Corso Umberto I, dei colleghi di papà Giuseppe, è unanime: luci delle vetrine spente e battenti chiusi. Così si fa, sempre. La marcia arriva fino in piazza, le lacrime si sprecano, i volti sono tirati, stanchi, sofferenti. I genitori che salutano per l’ultima volta il figlio, non dovrebbe mai accadere. Oggi è successo. Filippo se n’è andato.

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