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Osservatorio meteorologico di Montevergine. 135 anni di meteo e clima

Osservatorio meteorologico di Montevergine

Osservatorio meteorologico di Montevergine. 135 anni di studio dedicati al meteo al clima. Dai frati benedettini ai volontari dell’associazione per la salvaguardia dell’Osservatorio meteorologico di Montevergine.

135 anni di studio dedicati al meteo al clima. E’ l’Osservatorio meteorologico di Montevergine, nato nel 1884 ad opera dei frati benedettini del Santuario di Montevergine. La struttura è situata tra i monti del Partenio, a 1270 m di altitudine, in provincia di Avellino.

Una realtà scientifica dedicata all’analisi delle condizioni atmosferiche e ai cambiamenti del clima. Attività nata grazie all’apporto scientifico dei frati benedettini prima, grandi studiosi di scienze naturali, ed ora seguita dall’associazione per la salvaguardia dell’Osservatorio Meteorologico.

L’associazione è presieduta dal giovane ricercatore e meteorologo, Vincenzo Capozzi.

Presidente come nasce questa associazione?
L’associazione no-profit per la salvaguardia dell’Osservatorio Meteorologico di Montevergine nasce nel 2011 da un gruppo di tre persone, poi passato a 5 negli anni. Dopo un periodo di collaborazione con i monaci benedettini che fino ad allora avevano curato l’Osservatorio, abbiamo sviluppato, da 8 anni, un’attività di studio e analisi del clima e del meteo.

In pratica cosa avete fatto?
Abbiamo avviato una prima fase di ammodernamento potenziando le strumentazioni scientifiche che ci permettono di raccogliere i dati meteorologici e climatici. Fino agli anni 2000 c’era un monaco che svolgeva l’attività di lettura dei dati, ora lo facciamo in modo automatico con gli strumenti che abbiamo a disposizione. Raccogliamo i dati e li analizziamo e, allo stesso tempo, procediamo alla loro archiviazione.

Come è il rapporto con i monaci dell’Abbazia benedettina?
I monaci ci hanno permesso di collaborare con loro aprendoci le porte dell’Osservatorio in un vero ed effettivo rapporto di collaborazione. In inverno solo loro a supportarci con le strumentazioni qualora ci sia un problema. Il Santuario non è sempre facilmente raggiungibile e qualche volta gli strumenti scientifici hanno bisogno di assistenza. Il loro supporto non manca mai.

Quale è il vostro compito primario all’Osservatorio?
Ci occupiamo del monitoraggio e manutenzione della strumentazione, analisi e archiviazione dati con attività a carattere informativo e divulgativo sul nostro sito internet e pagina facebook.

Perchè il meteo ha acquisito negli ultimi decenni tanta importanza per gli italiani?
Sicuramente il climate change ha fatto la sua parte con l’aumento degli eventi estremi che hanno ripercussioni sulle tante attività umane. Inoltre c’è una informazione ossessiva sul meteo che ci illude di poterci consegnare un dato certo su una pioggia o temporale.

E invece?
E invece le informazioni rilasciate dalle applicazioni spesso sono fuorvianti. Il sistema atmosferico è definito caotico, in quanto risponde a leggi della fisica non sempre risolvibili in modo esatto. In meteorologia si parla sempre di previsioni che a distanza di qualche giorno possono avere una data certezza, mentre nel prolungarsi dei giorni, diventano linee di tendenza. A distanza di una settimana per esempio non possiamo fare previsioni, ma definire linee di tendenza che possono tranquillamente variare.

Quindi le applicazioni web sul meteo non sono attendibili?
Direi di prenderle con le pinze senza affidarsi troppo. Sono uno strumento dove il dato meteorologico viene definito da un computer, il meteorologo non viene chiamato ad analizzare le informazioni ed ad interpretarle, quindi sono dati grezzi.

E il clima invece è cambiato?
Il clima cambia in continuazione da uno stato all’altro. Possiamo invece parlare di regime climatico. Dai dati in nostro possesso in 130 anni fa sicuramente più caldo e piove di meno. Non solo, nevica anche di meno. Negli ultimi 20 anni il clima è cambiato velocemente grazie all’aumento dei gas serra. Cambiamento dovuto anche a fattori naturali oltre all’attività antropica dell’uomo. Non dimentichiamo gli aspetti astronomici quali: il sole e l’inclinazione dell’asse terrestre. Fattori su cui l’uomo non può fare nulla.

Possiamo fare un passo indietro oppure no?
Certo, ma manca la cultura e la conoscenza scientifica sul tema che meriterebbe maggiore attenzione e consapevolezza in chi si occupa di tematiche di interesse generale.

Cosa le ha dato questa esperienza in Osservatorio?
L’Osservatorio è una vera palestra quotidiana che arricchisce chi lo segue sia in termini scientifici che professionali. Come associazione siamo stati impegnati nel recupero dei dati e nella loro digitalizzazione e archiviazione. 135 anni di monitoraggio di meteo e clima dell’Irpinia. Un dato di grande valenza storico- scientifico.

Oltre a lei chi segue l’Osservatorio?
Attualmente siamo tutti uomini dai 18 ai 49 anni. Tutti studiosi o professionisti di settore. I nostri volti non compaiono sulla pagina social per scelta, quello che ci interessa è l’Osservatorio e i dati scientifici che divulga, il resto non conta.

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