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Cava de' Tirreni Cronaca EVIDENZA video

Omicidio Maiorano, parla la cugina della vittima | AUDIO

In esclusiva la testimonianza audio della cugina di Nunzia che ripercorre i convulsi momenti del tragico litigio in casa.

Cava de’ Tirreni. L’appuntamento a scuola era programmato per le 10. Nunzia doveva incontrare insegnanti e psicologi perché le cose a casa non andavano affatto bene e, queste cose, non possono che segnare la mente di un bambino, il più piccolo dei tre. Ieri a scuola la stavano attendendo, la giovane madre stranamente era in ritardo. Dalla scuola decidono di chiamarla. Il cellulare squilla, ma nessuna risposta. Chiamano a casa, risponde qualcuno: Nunzia Maiorano, 41 anni, è morta.
La notizia è di quelle che ti fanno gelare, la cronaca l’abbiamo riportata in due articoli già nella giornata di ieri “Uccide la moglie e tenta il suicidio” e “Femminicidio a Cava de’ Tirreni, il marito fuori pericolo di vita

Non è facile da riportare i fatti, Nunzia e Salvatore hanno tre figli, tutti minorenni.

Restano da comprendere i motivi che hanno spinto il marito a pugnalare la moglie a pochi metri dal piccolo di casa. Sarà l’uomo, Salvatore Siani, 48 anni, in stato di fermo e piantonato all’Ospedale di Cava de’ Tirreni, a dover spiegare la propria versione. Agli atti della Procura di Nocera Inferiore che coordina le indagini con l’ausilio dei Carabinieri di Cava de’ Tirreni e Nocera Inferiore, le testimonianze dei familiari della vittima e dei vicini di casa.

Tornando ai motivi, molte le ipotesi formulate: un diverbio, un messaggio arrivato sul cellulare dell’uomo, gelosie, incomprensioni mai sanate. Del resto, la donna viveva dalla madre, al piano di sotto, da solo, il marito.

Nella serata di ieri, i familiari di Nunzia hanno voluto rilasciare delle dichiarazioni perché, dicono al telefono i parenti, “quello che sta uscendo non è corretto perché Nunzia non era così, non può aver colpito con un coltello”. A parlare Maria Vigorito, la cugina di Nunzia. Un audio, una testimonianza già resa ai militari e che riportiamo integralmente. Per la massima tutela dei minori vittime indirette di una tragedia, abbiamo coperto alcuni riferimenti con un bip.

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