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Oggi è la Giornata Umanitaria Mondiale. Ecco le azioni della Commissione Europea

Il 19 agoto è la giornata umanitaria mondiale. L’Europa è spesso in prima linea per prestare aiuti necessari alla risoluzioni dei problemi che sorgono nelle prime ore. Ecco il report a cura della Commissione Europea.

Ogni anno, il 19 di agosto, l’Unione europea si unisce a coloro che rendono omaggio all’inestimabile contributo degli operatori umanitari che mettono a repentaglio giornalmente la propria vita per salvare quella di altri esseri umani. La Giornata umanitaria mondiale segna l’anniversario dell’attentato dinamitardo del 2003 contro il quartier generale dell’ONU a Baghdad, in Iraq, in cui persero la vita 22 operatori umanitari.

Insieme ai finanziamenti forniti dagli Stati membri dell’UE, l’Unione europea è il principale donatore mondiale di aiuti umanitari.

Complessivamente, nel 2015 l’assistenza umanitaria finanziata dal bilancio dell’UE ha aiutato oltre 134 milioni di persone colpite da catastrofi naturali o da conflitti in oltre 80 paesi del mondo. Per il 2016 la Commissione europea ha adottato la più alta dotazione iniziale per gli aiuti umanitari mai stanziata, pari a 1,1 miliardi di euro. Questo finanziamento record è stato proposto in un momento in cui si registrano sempre maggiori emergenze umanitarie, a causa del crescente numero di rifugiati e sfollati dovuti sia a conflitti armati sia al crescente impatto delle calamità naturali, dei cambiamenti climatici e della crisi economica.

Terremoto in Nepal ed emergenze in Siria, Iraq, Sud Sudan e Yemen. Ecco i principali teatri di intervento umanitario dell’Europa

Sebbene nel 2015 le catastrofi naturali – come il terremoto in Nepal – abbiano colpito milioni di persone, la principale forza trainante in tema di bisogni umanitari sono stati i conflitti armati. Lo scorso anno è stato caratterizzato da quattro emergenze gravi (Siria, Iraq, Sud Sudan e Yemen), che rispondono ai livelli più elevati stabiliti dalle Nazioni Unite in materia di crisi. Nel 2015 si è registrato il maggior numero di trasferimenti forzati dopo la seconda guerra mondiale. Di conseguenza, un’ampia percentuale dell’aiuto umanitario dell’UE va ai profughi e agli sfollati; nel 2015 la Commissione europea ha fornito oltre 1 miliardo di euro, ovvero circa il 73% del suo bilancio annuale per gli aiuti umanitari, per progetti a sostegno dei rifugiati e degli sfollati interni.

I settori umanitari di maggiore intervento

La maggior parte degli aiuti umanitari per i rifugiati consiste in aiuti alimentari e nutrizione (47%). Gli altri settori principali sono la sanità (13%), i servizi idrici e igienico-sanitari (10%), gli alloggi e i prodotti non alimentari (9%) e la protezione (8%). In considerazione di queste crisi umanitarie senza precedenti, nel 2015 la Commissione europea ha fornito aiuti umanitari alle persone più bisognose e più vulnerabili, rafforzando al tempo stesso la sua risposta politica. Al primo vertice umanitario mondiale mai organizzato, tenutosi a maggio 2016, l’UE ha accolto con favore l’avvio della cosiddetta «vasta negoziazione» (Great Bargain) per destinare nei prossimi cinque anni almeno 1 miliardo di dollari alle azioni umanitarie “in prima linea”, cioè là dove sono più necessarie. Tutti gli aiuti umanitari sono imparziali e indipendenti e sono destinati alle organizzazioni non governative e internazionali, alle Nazioni Unite e alle società della Croce Rossa.

 

L’AR/VP Federica Mogherini e il Commissario Christos Stylianides, hanno così dichiarato: “Le tragiche immagini dei bambini siriani di Aleppo ci mostrano con tragica chiarezza la sofferenza profonda vissuta da milioni di persone vittime di crisi umanitarie in tutto il mondo. Proprio ieri, noi rappresentanti dell’Unione europea abbiamo insistito sulla necessità che tutte le parti coinvolte in questo conflitto si impegnino a cessare le ostilità, garantiscano che si ponga fine agli assedi e permettano un accesso umanitario continuo in tutto il paese a chi si trova in situazione di bisogno in Siria. Siamo in contatto costante con Staffan de Mistura, Rappresentante speciale dell’ONU, per sostenere gli sforzi volti a consentire alle organizzazioni umanitarie di fornire aiuti essenziali e trovare una soluzione politica al conflitto. Oggi, Giornata umanitaria mondiale, rendiamo omaggio, riconoscenti, agli operatori umanitari di tutto il mondo che lavorano per chi è in situazione di bisogno. Facciamo onore alla memoria di tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita per salvare quella di altri. Facciamo onore a tutti coloro che rischiano la propria vita per portare assistenza alle vittime delle guerre e delle calamità naturali ovunque nel mondo. Quasi 4000 operatori umanitari sono stati vittime di gravi attacchi da quando, nel 1997, hanno avuto inizio le rilevazioni. Tragicamente, oltre un terzo di questi operatori hanno trovato la morte: il sacrificio ultimo al servizio di altri esseri umani. Non dimenticheremo questo sacrificio. Dobbiamo meglio comprendere e rispettare il diritto internazionale umanitario e i quattro principi umanitari: umanità, neutralità, imparzialità e indipendenza. Ribadiamo il nostro impegno a difendere sia il diritto internazionale umanitario sia questi principi che dovrebbero costituire uno scudo protettivo per gli operatori umanitari impegnati nel loro lavoro, garantendo l’accesso alle persone che versano in condizioni di maggior bisogno. L’anno scorso, la Commissione ha mobilitato le più ampie risorse mai destinate agli aiuti umanitari per assistere i più bisognosi. Dalle vittime dei conflitti in Siria e Sud Sudan al maggior sostegno all’istruzione in situazioni di emergenza, fino all’aiuto destinato a persone colpite da fenomeni meteorologici estremi causati da «El Niño»: siamo stati vicini a chi è più vulnerabile. L’Unione europea è fiera di essere un leader mondiale nell’assistenza umanitaria: nel 2015 abbiamo fornito aiuti destinati a più di 134 milioni di vittime di catastrofi naturali o provocate dall’uomo in più di 80 paesi”.

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