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Manlio Castagna: “Per me il Gff è stata una terra di opportunità”

Il suo primo incontro con il Giffoni Film Festival, è avvenuto nel lontano 1998. Da poco laureato in Scienze della Comunicazione, Manlio Castagna sognava la cinepresa come sua compagna di vita. Già autore e regista di un cortometraggio ( Indice di frequenza) , Manlio si aggirò per la prima volta  tra le mura del Festival , da semplice osservatore. Non aveva in programma di entrare a far parte di quella realtà. Claudio Gubitosi, non la pensò così, e gli disse di ritornare. Da allora non è andato più via. Manlio Castagna è il Vice direttore artistico del Giffoni Film Festival.

Cos’è per te il Giffoni Film Festival? Non è facile descrivere in poche righe cosa rappresenti per me. Non è semplicemente un posto di lavoro. È piuttosto il luogo dove ho forgiato la mia identità, dove ho potuto scovare chi sono giorno dopo giorno. Una “terra” di opportunità incredibili che mi ha dato tutto. Mi ha fatto scoprire il Mondo, mi ha permesso di affinare il mio amore per il cinema. Sono entrato come un “nessuno” , scovato da un uomo a cui devo tutto, il Direttore Gubitosi.

Il direttore Gubitosi, era fiducioso del fatto che per Marzo 2016 la Multimedia Valley avrebbe preso finalmente forma; ma neanche l’edizione di quest’anno potrà usufruirne. In un paese come il nostro la burocrazia, e i cosiddetti “tempi tecnici”, vanno a rallentare il mondo della cultura e quindi realtà come Giffoni? Come ha scritto Arthur Bloch nel libro “La legge di Murphy”:< Se c’è una maniera di rimandare una decisione importante, la buona burocrazia, pubblica o privata, la troverà>. La Burocrazia è una malattia mortale per qualsiasi iniziativa. E quella culturale non fa eccezione.

La 46 ° edizione si preannuncia da record. Infatti è di qualche giorno fa la notizia che aumenta il numero dei giurati a 4150. Il tipo di selezione che verrà adottata sarà quella dell’anno scorso, ossia il tanto contestato sorteggio? No ci sarà il contestato sistema del “chi prima arriva alloggia”, cioè un sistema di prenotazione online basato sul chi riesce prima degli altri a prendere il posto. Lo sappiamo che è un metodo poco meritocratico, ma ormai le richieste sono decine di migliaia, è quasi impossibile gestirle con un sistema diverso, ma stiamo studiando delle soluzioni.

Il Giffoni Film Festival non è più solo un Festival campano ed italiano, ormai è diventato il Festival per eccellenza dei ragazzi, un vero e proprio “brand” internazionale. Come è stato possibile tutto ciò? Quello che posso dirti è che non abbiamo mai deviato dalla nostra mission, cioè dare voce ai ragazzi e proporre il meglio per loro. La coerenza alla fine paga. Poi certo, grazie all’aiuto della Regione Campania ,lo Stato italiano, e i tanti sponsor privati che hanno creduto in noi ci hanno permesso di affrontare il viaggio verso l’eccellenza. Ma arrivare dove siamo arrivati non significa che possiamo tirare un sospiro di sollievo e fermarci. Consolidare il proprio brand è un lavoro che non ha mai fine.

 A Giffoni avviene una strana magia che è quella dell’incontro. L’incontro tra culture diverse,l’incontro tra ragazzi. Nascono così nuove amicizie e nuovi amori. Fanno da sfondo le storie dei film in gara, la cui visione dà nuovi spunti per far viaggiare la mente tra paure e progetti futuri. E’ questo il motore del Festival? Non avrei potuto dirlo meglio.

Tu sei il Cicerone degli ospiti italiani ed internazionali. Li accogli in Sala Truffaut come un perfetto padrone di casa. Un ospite straniero e un italiano che secondo te hanno fatto la differenza? Posso dirti che tra gli internazionali una pietra miliare è stata Meryl Streep, straordinaria e umile come solo i grandissimi riescono ad essere. Devo ammettere che mi ha ammaliato anche Mark Ruffalo, poche volte ho incontrato una persona più “vera” e dotata di umanità come lui. Tra gli italiani, ricordo l’emozione in   sala regalataci da Giovanni Allevi o l’intervento di altissimo spessore di Roberto Saviano.

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Ci concederesti delle piccole piccolissime anticipazioni?Non potevo non fare almeno un tentativo! (Ride Manlio, capendo la mia forte curiosità)  “Nice try”, come direbbero gli inglesi. Posso solo dirti che stiamo lavorando ad un colpaccio storico per quanto riguarda gli ospiti. Non so se riusciremo nell’impresa, ma se dovessimo portare a compimento questo progetto metteremmo a segno il “colpo del secolo”.

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