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Una bambola, una lettera, due bambine e il terremoto del 1980

Dopo 40 anni dal terremoto dell’Irpinia si conoscono per la prima volta Costanza e Margherita, grazie ad una lettera e una bambola spedita da Genova per Natale ad una bimba di Contursi Terme

Costanza è una bambina ligure. Nel 1980 aveva dodici anni e insieme alla sua mamma decidono di regalare, per Natale, una bambola ad un destinatario molto speciale, una bambina che abita nelle aree colpite dal terremoto del 1980 che coinvolse diverse province della Campania e della Basilicata.

La bambola viene scelta, incartata e spedita. Sono tanti i bambini in tutta Italia che partecipano a questo gesto di solidarietà insieme alle loro famiglie.

Insieme alla bambola Costanza aggiunge una letterina per questa bambina che lei non conosce.

Il gioco arriva a Contursi Terme e viene consegnato ad una bambina di 10 anni di nome Margherita. La lettera viene conservata a casa della piccola per molti anni in un cassetto della credenza.

Cosa hai pensato quando hai ricevuto la bambola?
Non amavo molto le bambole ad essere sincera, non ricordo nemmeno come fosse fatta, ma la lettera invece l’abbiamo conservata con attenzione e cura.

Quando ti è stata consegnata?
Erano i doni per i bambini terremotati. Tutti i bambini della scuola hanno ricevuto un gioco al ritorno a scuola dopo le festività natalizie.

Da quanto tempo non frequentavate la scuola?
Abbiamo varcato le porte delle scuola proprio quel giorno. Per oltre un mese siamo rimasti a casa. Ad aspettarci c’erano i giochi e le letterine di tanti bambini alle quali il maestro ci chiese di rispondere.

E tu hai risposto?
Lo abbiamo fatto tutti. Per noi bambini ai quali nessuno dava attenzione in quel momento fu un grande gesto di vicinanza. Sapevamo di non essere soli davanti a quella tragedia che ci era piombata addosso.

Cosa vi dicevano i grandi per spiegarvi il sisma?
Poco e niente. Nessuno chiedeva come ci sentivamo, l’attenzione era altrove, alle case lesionate o distrutte. Le prime settimane dormivamo in auto. E’ importante dedicare tempo ed ascolto alle persone durante situazioni di emergenza come i terremoti, per i più piccoli la necessità di capire è grande,

Per quanto tempo siete stati in auto?
Un paio di settimane, poi arrivarono le tende e poi arrivò una roulotte. Una notte di inverno tirò un vento così forte che la roulette sembrava una barca in balia delle onde. Il giorno dopo papà decise che era il momento che tornassimo a casa e dopo le dovute verifiche tornammo ad avere un tetto sulla testa.

Hai mai conosciuto Costanza?
Si, ci siamo conosciute sui social. Anche lei aveva il desiderio di conoscere la bambina della lettera e anche lei l’ha conservata.

Perchè hai conservato la lettera?
E’ stato un segno di solidarietà importantissimo, c’erano persone che hanno avuto un pensiero per noi anche senza conoscerci. Condividevano insieme a noi un giocattolo, ma per noi era una speranza che saremmo andati avanti.

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