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Legalizzazione della cannabis: intesa sul testo dopo la pausa estiva

Il disegno di legge sulla legalizzazione della cannabis approda oggi in aula alla Camera senza una intesa sul testo. La proposta di legge messa a punto da un gruppo trasversale di oltre 200 parlamentari guidati da Benedetto Della Vedova, sottosegretario agli Esteri, ha incontrato subito le prime difficoltà.  Al vaglio delle commissioni Giustizia e Affari sociali, il ddl è stato rimandato direttamente dopo la pausa estiva senza nemmeno essere letto. Infatti numerose sono le perplessità e le proposte di modifica dettate ad esempio da motivazioni pregiudiziali di costituzionalità e di merito avanzate dai centristi.

Nel dettaglio cosa dispone il ddl?

Il nuovo testo prevede la coltivazione della cannabis per uso personale. Un via libera che da la possibilità «a persone maggiorenni» della «coltivazione e detenzione personale di piante di cannabis di sesso femminile nel limite di cinque e del prodotto da esse ottenuto». «Chiunque intenda coltivare cannabis dovrà comunicare all’ufficio regionale dei monopoli di Stato territorialmente competente,  l’indicazione dei propri dati anagrafici, e del luogo in cui intende effettuare la coltivazione, allegando la copia di un documento di identità valido. In pratica lo Stato potrà autorizzare soggetti privati, che si possono riunire in associazioni, i cannabis social club, a coltivare la marijuana e venderla in locali dedicati, sul modello di quanto avviene nei coffee shops europei.

Detenzione e consumo
Verrà consentita, ma solo ai maggiorenni, la detenzione di 5 grammi di cannabis (15 grammi potranno tuttavia essere detenuti in casa). Relativamente al consumo, la legge vieta di fumare prodotti derivati dalla cannabis «negli spazi pubblici o aperti al pubblico e nei luoghi di lavoro pubblici e privati».

Vendita
Lo spaccio resta un reato, è però consentita la commercializzazione della cannabis all’interno di un regime di monopolio statale per la coltivazione delle piante, preparazione e vendita al dettaglio.

Via libera all’uso curativo
«È consentita la detenzione personale di cannabis e dei prodotti da essa derivati in quantità maggiori di quelle previste […], previa prescrizione medica e comunque nel limite quantitativo massimo indicato nella prescrizione medesima». Il medico deve indicare «dose prescritta, posologia e patologia per cui è prescritta la terapia a base di delta-9-tetraidrocannabinolo (Thc)».

In ogni caso prima di settembre non si inizierà quindi a votare  la legalizzazione della cannabis e un ricorso alla fiducia al momento è da escludere.

 

 

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