Dicembre 1, 2022

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I rapporti degli esperti confermano il solo coinvolgimento del suo cane, Curtis

Passarono tre anni fino al giorno in cui Elisa Pilarski, una giovane donna di 29 anni incinta di sei mesi, morì in circostanze spaventose nella foresta del Ritz a Saint-Pierre-Aigle, Aisne. Era il 16 novembre 2019. Al momento non è stata fissata alcuna data del processo e, per una buona ragione, le indagini non sono ancora state completate. secondo Corriere Picard informazioniI risultati dei nuovi esperimenti sono stati aggiunti al fascicolo, ma l’indagine è in sospeso da alcuni mesi.




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È chiaro che Christophe Ellul, proprietario del cane Curtis e compagno della vittima, accusato il 4 marzo 2021 di omicidio colposo, è chiaramente nel mirino della giustizia come principale responsabile della tragedia. Sebbene lo neghi, è certo che il mastino è stato ottenuto illegalmente in Olanda, che è un cane terrier americano, che è un cane che è vietato importare e allevare in Francia, e che lo ha addestrato a praticare il morso, che è severamente vietato, specialmente con un cane del genere. Insomma: è sospettato di aver acquisito un cane potenzialmente pericoloso e di averne fatto un animale formidabile. E per esporre la sua cella al pericolo rappresentato dalla bestia.

Christophe Ellul ha confermato fin dall’inizio del procedimento che il suo cane non poteva farlo, indirizzando i sospetti verso i segugi che non erano lontani dal luogo della tragedia quando è avvenuta. Ma secondo i nostri colleghi francesi, l’ultima controesperienza chiesta e ottenuta dal suo avvocato, Anna Alexandre Nouvion, ha solo confermato la prima. Criminalizzano l’unico cane.

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