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De Luca incontra a Napoli i Governatori di Abruzzo, Molise, Calabria, Puglia e Sicilia

A Napoli c’erano tutti, da Vincenzo De Luca, governatore della Campania, a Michele Emiliano (Puglia), da Rosario Crocetta (Sicilia) a Luciano D’Alfonso (Abruzzo), da Paolo Di Laura Frattura (Molise) a Mario Oliverio (Calabria).

“Ognuno di noi deve unire la realtà del Sud a partire dalla nuova immagine del Mezzogiorno che dobbiamo trasmettere, fatta di rigore e concretezza amministrativa”. Così Vincenzo De Luca, presidente della regione Campania, nel corso dell’incontro a Napoli con i presidenti delle Regioni del Sud, Michele Emiliano (Puglia), Rosario Crocetta (Sicilia), Luciano D’Alfonso (Abruzzo), Paolo Di Laura Frattura (Molise), Mario Oliverio (Calabria).

De Luca lavora perchè le regioni del Sud possano fare fronte comune su alcuni temi fondamentali per le politiche del Mezzogiorno: “Non dobbiamo immaginare niente di velleitario – afferma De Luca – piuttosto ad unirci deve essere la battaglia per avere risorse. I fondi europei dovevano essere aggiuntivi rispetto alle risorse statali ordinarie ma nella realtà non è così: ormai sostituiscono le risorse normali”.

La battaglia deve in particolare riguardare “il riparto del fondo sanitario nazionale, la Campania – aggiunge De Luca – è attestata sulla linea del rigore e della sfida al Nord. Quando discuto del riparto nazionale non chiedo solidarietà ma chiedo che il riparto sia uguale per tutti i cittadini italiani, dal Piemonte alla Sicilia. Ma questa proposta non la accettano gli altri”.

Emiliano, saremo al fianco della Campania per il riparto del fondo sanitario nazionale

“Saremo al fianco della Campania – risponde subito il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano – nella battaglia per il riparto del fondo sanitario nazionale. Perché c’è il rischio che una regione con alto tasso di deprivazione e alta mortalità debba rinunciare a 60 milioni di euro per compensare il buco della Liguria. Anche se è una questione che non ci riguarda direttamente, credo che sia nell’interesse del Sud”.

Emiliano, il Sud non può avere sempre pazienza

Quindi Emiliano aggiunge che “sul Sud si è fatta troppa retorica ma bisogna fare attenzione. Ho visto Napoli, è una città bella, dignitosa, dove si combatte. Ma il Mezzogiorno non può avere sempre pazienza, perchè poi arriva il punto in cui si passa il limite. E qui mi sembra che sia stato gia’ superato”. Emiliano quindi commenta anche la proposta di De Luca di svecchiamento della Pubblica amministrazione con l’assunzione di 200mila giovani: “Penso che non si possa fare la guerra della modernizzazione con vecchi soldati”.

“L’Abruzzo è regione di transizione – sottolinea il presidente della regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso – e abbiamo esempi di utilizzo dei fondi europei”, e aggiunge: “è chiaro che un territorio ha bisogno di supporti ulteriori in termini di fondi strutturali. Dobbiamo pensare meglio a zone economiche speciali. L’Europa deve contemplare e concepire strumenti che aderiscono alla condizione reale dell’economia”.

Per De Luca i presidenti del Mezzogiorno devono essere uniti “da una battaglia per avere risorse ordinarie dallo Stato. I fondi europei dovevano essere aggiuntivi rispetto alle risorse statali ordinarie, ma nella realtà non è così, ormai sostituiscono le risorse normali”.

“Non dobbiamo immaginare niente di velleitario – aggiunge De Luca – ma ognuno deve fare la propria parte nell’ambito delle responsabilità istituzionali che ha. Dobbiamo unire le realtà del Sud a partire da una nuova immagine che dobbiamo trasmettere, fatta di rigore e concretezza amministrativa”.
Per il presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, “la Sicilia sta cambiando, l’abbiamo cambiata in questi anni che abbiamo governato. E’ una Sicilia che punta meno al petrolio e piu’ all’agroalimentare e alle sue eccellenze”.

“Bisogna fare squadra – afferma il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio – non per costruire la Lega del Sud ma perche’ le politiche delle singole regioni, se inserite in un quadro generale, sono inefficaci. Positivo e’ stato aver istituto un ministero per la Coesione e il Mezzogiorno”.

“Le politiche di coesione vanno riviste – aggiunge Oliverio – perche’ vanno costruite con un percorso partecipato e non calato dall’alto. Queste politiche sono la condizione per la coesione europea e non devono supplire all’assenza di altre politiche. Il ministero e’ chiamato ad assumere un ruolo importante. Non possiamo non partire dalle condizioni delle regioni che hanno segnato un punto positivo dopo anni di trend negativo. Ma recuperare 14 punti di Pil e’ una strada in salita. Occorre irrobustire questi segnali con politiche strutturali con attenzione alla semplificazione e a procedure innovative. E occorre agire anche sulla leva della fiscalita’. Lo strumento delle zone economiche speciali deve avere ulteriore impulso”.

fonte: regioni.it

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Antonio Ioele

Antonio Ioele

10 anni, tra Italia ed estero, tra radio, tv, carta stampata e web. Da febbraio 2017 sono il delegato dello "Studio Associato laRed" (P.IVA 05569100653), proprietario della testata giornalistica laRedazione.eu.

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