Campania Cava de' Tirreni

Cava de’ Tirreni: IMU, cartelle pazze a San Giuseppe al Pozzo. Protestano i cittadini

controlli

Cifre esorbitanti per l’IMU relativa a fondi agricoli o inedificabili erroneamente compresi in zona ASI.

Cava de’ Tirreni. La notifica ad almeno 25 cittadini. Si tratta di avvisi di accertamenti relativi all’IMU 2014 con cifre da capogiro che varia dai 400 ai 4000 mila euro.

I residenti della zona sono ora sul piede di guerra e si sono affidati a un legale per far valere le proprie ragioni noi confronti dell’Amministrazione Comunale.

Il provvedimento esattoriale, infatti, ha suscitato non pochi malumori tra i cittadini interessati che lamentano una «tassazione ingiustificata e dal palese carattere vessatorio» in quanto riguarda terreni valutati come insediamenti produttivi quando, in realtà, sono fondi agricoli o addirittura inedificabili perché in zona rossa o soggetto a vincolo paesaggistico.

In particolare si tratta delle aree situate a circa 400 metri dalla locale scuola elementare e dalla chiesa parrocchiale. Tali spazi, inseriti nel piano ASI negli anni 70, erano già stati stralciati nel 1981 – per permettere la futura realizzazione di spazi sociali, parcheggi e giardini – a seguito di proteste e impugnative formali da parte dei cittadini (con tanto di occupazione dell’aula consiliare).

Compaiono, poi, nell’elenco delle zone illecitamente tassate anche le aree confinanti con la ferrovia e il torrente Cavaiola, ma anche quelle a ridosso della collina di San Martino, considerata zona rossa.

Le notifiche riguardano, infine, aree situate alle falde del Monte Finestra, in zona al 75% franosa, qualificata zona rossa e impossibilitata a relativo utilizzo per divieto assoluto di edificazione, come previsto dal relativo Piano Comunale.  

Insomma, tutto fuorché aree destinate a insediamenti produttive che giustificherebbero tali cifre per quanto concerne la tassazione IMU.

A fronte di questa situazione i cittadini si sono affidati all’avvocato Luciano D’Amato per far valere le proprie ragioni.

«Quello che viene contestato soprattutto – ha spiegato il legale – è il mancato avvio di quello che dovrebbe essere il regolare procedimento amministrativo, cioè la mancata convocazione di ogni singolo destinatario della cartella per poter regolarizzare la situazione e confrontarsi con ciascuno singolarmente e accertare la vera natura dei terreni. Ecco perché tutti i contribuenti interessati hanno fatto un’istanza di sospensione del pagamento, di un riesame di ogni singola posizione per poi arrivare all’equo contemperamento dei due interessi (del proprietario e del Comune). Nessuno si vuole alle richieste ma ovviamente purché queste richieste da parte dell’Ente siano fondate e soprattutto abbiano un merito tale da poterle giustificare».

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