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Caritas Campania a De Luca: “Con emergenza Covid gli invisibili sono diventati fantasmi”

Lettera aperta delle Caritas della Campania al presidente della Regione, Vincenzo De Luca

“Durante la prima ondata, quella dell”andrà tutto bene’, le nostre Caritas hanno assistito una marea di ‘invisibili’ che decine di Dpcm, ordinanze e decreti non hanno nemmeno sfiorato: chi una casa non ce l’ha e quindi non poteva ‘restare a casa’; chi non ha gli strumenti per decriptare norme, misure e indirizzi sanitari, sociali, economici; chi non sa compilare un modulo; chi non ha una connessione in casa per seguire i social o garantire l’istruzione ai minori; chi associa tre componenti letali: disagio economico, solitudine e disagio psichico… la lista – denunciano le Caritas della Campania – potrebbe essere più lunga: una visita ai nostri dormitori e alle mense ci risparmierebbe tante parole”.

“Sono passati cinque mesi, – si legge ancora nella lettera – questi invisibili sono diventati fantasmi. Non ne siamo usciti migliori”.

Perciò, le Caritas di tutta la Regione Campania hanno avvertito “l’urgenza”, di scrivere a De Luca alla luce della preoccupante situazione sociale che registrano quotidianamente.

“Anche alla seconda ondata del Covid, i servizi pubblici risultano totalmente in difficoltà. Motivo per cui la pressione sui nostri servizi è altissima. Ma noi non ci sottraiamo. Ma questo nostro ‘non sottrarci’ non deve essere scambiato per una silente rassegnazione a servire senza parlare, senza denunciare, senza svolgere quella funzione di Advocacy che è nostra”.

“La situazione, signor Presidente, è preoccupante, E noi siamo soli” (…) I poveri che assistiamo ordinariamente sono precipitati sotto le ultime soglie di dignità ammissibili. E gli impoveriti della prima ondata si stanno ripresentando in questi giorni ancora più impoveriti: parliamo di persone che hanno sempre lavorato nella vita, parliamo di anziani soli, parliamo di mamme con figli che non svolgono più lavori saltuari, di padri separati – anche di discreto livello culturale – in crisi professionale”.

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