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Diario di bordo: destinazione Bergen, Norvegia

Bergen è la seconda città più grande della Norvegia, ma ai miei occhi è un piccolo borgo di pescatori, incastonato tra le montagne. Patria del merluzzo e del salmone, perfetto per camminate in salita in cui capisci che la tua vera età è ottantasette anni, non ventitrè.

Giorno 1. Lo trascorro spendendo 35 euro per una zuppa, al famoso Mercato del pesce sul viale di fronte Bryggen, e andando al Bergen Aquarium a fissare per 40 minuti i pinguini. Esco che ormai è buio e mi rintano in un bar tipicamente norvegese, Starbucks, per rispettare la mia tradizione del tè delle 17.

Giorno 2. Oggi sveglia alle 8 per la crociera tra i fiordi. Esco dall’ostello, il Marken Guesthouse, e mi dirigo verso il porto, a 5 minuti a piedi.

Sono pronta a godermi la natura incontaminata e il freddo viscerale lungo l’Osterfjord, fino a Modalen. Non riesco a capacitarmi del fascino di questi posti, di essere nel Mare del Nord, di vedere i ghiacciai e di non aver messo la maglia della salute. Dopo le due ore più belle della mia vita è arrivato il momento di tornare sulla terra ferma e mi incammino alla volta dell’immenso KODE, un museo diviso in quattro sedi nel quale è contenuta la più vasta collezione di opere di Edvard Munch e di altri incredibili artisti norvegesi. Altra sera, altro tè in bar tipicamente norvegese, stavolta Espresso House.

Giorno 3. É domenica, mi alzo con calma per andare a fare una gita sul monte Fløyen. Arrivo in cima con la funicolare e mi ritrovo davanti ad un’orda di turisti intenti a scattare foto dal belvedere.

Li evito tempestivamente e mi addentro nel bosco, prendendo il sentiero più vicino. Dopo svariati chilometri di percorso arrivo ad un lago, il Skomarkediket, dove mi fermo un’ora per fotografare qualsiasi cosa e per riprendere fiato. Torno alla baita per godermi il mio ultimo trancio di salmone al Fløyen Folkerestaurant, sperando di non spendere un rene anche qui. A valle ormai è buio. Nel centro storico, sul porto, hanno fatto l’albero di Natale. É tutto magico. Domani ho il treno per Oslo. Mi fermerei qui per sempre, ma le mie tasche no.

Testo e foto di Laura Gabola

laRed TV





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