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A San Nicola di Baronia una targa per ricordare i caduti

A San Nicola di Baronia in provincia di Avellino una targa con i nomi di tutti i caduti delle guerre

Una targa che ricorda tutti i caduti. Un elenco di 20 nomi, soldati partiti da San Nicola Baronia, comune della provincia di Avellino, e mai ritornati a casa. La targa è stata svelata il 4 novembre scorso alla presenza del sindaco, Giuseppe Moriello e dell’intera comunità. Adulti, anziani e bambini per scoprire un pezzo di storia dimenticato.

A raccogliere i nomi dei caduti, le loro storie e le loro vicissitudini militari, Donato Ragosa, che da anni si occupa di riportare all’attenzione delle comunità i cold case dei due conflitti mondiali.

Donato, come sei finito ad occuparti dei caduti di San Nicola Baronia?
Ho lavorato per un periodo in questo comune e mi sono subito accorto che vicino al monumento ai caduti non c’era l’elenco dei nomi, ma solo una targa con la dicitura: “In ricordo dei caduti dei due conflitti mondiali”. Da lì mi sono confrontato con l’assessore Sabrina Puopolo, collega di lavoro, e mi sono messo subito all’opera.

Da dove sono partite le tue ricerche?
Come sempre ho confrontato i dati presenti nell’anagrafe comunale con quelli dell’ex Distretto militare di Salerno e l’Archivio di Stato di Avellino.

Perchè non c’era una lapide in ricordo dei caduti a San Nicola?
Negli anni precedenti le diverse Amministrazioni avevano pensato di realizzarla, il problema era raccogliere tutti i nomi dei caduti senza dimenticare qualcuno.

20 caduti per un piccolo borgo dell’Irpinia.
Come sempre gran parte di questi erano ragazzi, dai 18 anni per il primo conflitto mondiale, mentre per la seconda molti avevano intorno ai 21 anni. Nell’elenco compare anche il nome di un militare volontario che ha combattuto in Spagna durante la guerra civile. Due militari della Seconda Guerra mondiale sono stati deportati in Germania nei campi di sterminio senza farne ritorno.

Chi ha partecipato alla cerimonia?
Le autorità civili e religiose di San Nicola che conta 500 abitanti. A leggere i loro nomi e la loro storia gli alunni della scuola elementare. E’ stata una bella esperienza.

Hai incontrato qualche familiare che ha partecipato alla cerimonia?
Purtroppo no, confrontandomi con alcuni amministratori abbiamo scoperto che molti dei cognomi presenti sulla lapide non ci sono più nel piccolo comune irpino. Il segno che molte famiglie dopo il conflitto sono emigrate.

Prima di lasciarci c’è qualche storia di qualche caduto che ti ha colpito particolarmente
C’è la storia di Angelo Michele Coppola, reduce della Prima Guerra Mondiale, nel ’41 parte come volontario per l’Africa. Un anno dopo muore in mare dopo essere stato catturato dagli inglesi. Il piroscafo Nova Scotia viene affondato da un sommergile tedesco mentre naviga verso l’Inghilterra.

Secondo te perchè è partito come volontario?
Un modo per mantenere la famiglia. All’epoca le condizioni di vita e di lavoro spingevano ad arruolarsi per dare un futuro migliore ai propri familiari.

laRed TV





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