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Vandali in azione: danneggiate le aiuole di corso Principe Amedeo.

Ennesimo episodio di vandalismo ai danni del decoro cittadino. Su tutte le furie il vicesindaco Nunzio Senatore.

Cava de’ Tirreni. “L’intelligenza finisce dove comincia l’inciviltà”: così il vicesindaco e assessore alla manutenzione Nunzio Senatore commenta l’ennesimo atto vandalico perpetrato ai danni del decoro cittadino. Presa di mira, stavolta, la villetta che costeggia corso Principe Amedeo a ridosso della stazione ferroviaria.
Nel corso della notte, ignoti si sono scomodati non solo a rimuovere i cordoli in pietra che cingono le aiuole della villetta ma, non contenti, hanno provveduto anche a lanciarli nella fontana al centro dell’area.
Su tutte le furie il vicesindaco Nunzio Senatore che non ha esitato a redarguire i responsabili dalla propria pagina social in attesa di prendere provvedimenti più diretti ed efficaci.

La mamma degli stolti è sempre gravida…

Quello alla villetta di corso Principe Amedeo è solo l’ultimo di una serie di atti vandalici che continuano a verificarsi in città. Della serie “la mamma degli stolti è sempre gravida”. Si ricorderà la scalata dell’albero di Natale in piazza Vittorio Emanuele III del mese scorso, ad opera di quattro ragazzi, individuati poi dalle telecamere, che avevano provato a risalire la struttura danneggiando inevitabilmente l’illuminazione.
Ancor prima qualcuno si era disturbato a rimuovere e rompere lo stemma cittadino installato nelle aiuole di Largo Bonifacio IX. E in pochi avranno dimenticato il “graffitaro” reo-confesso dello scorso anno che a piazza Abbro, fresca di inaugurazione, aveva voluto mettere la sua firma danneggiando con vernice spray i marmi delle sedute.

È nato prima l’uovo o la gallina?

Insomma il problema vandalismo resta una delle piaghe della città e sembra che, telecamere o meno, si riesca a fare ben poco per risolvere la questione. Situazioni ormai quotidiane che, se da un lato tirano sicuramente in ballo la capacità degli organi competenti di vigilare su quanto si verifica in città, dall’altro non esimono le istituzioni preposte all’educazione dei giovani (prime fra tutte la famiglia) dalle proprie responsabilità. Un paradosso che richiama quello noto dell’uovo e della gallina: d’altronde trovare risposte semplici a situazioni cicliche non è mai facile e così s’evidenzia l’incapacità generale di giungere a una conclusione concreta.

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