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Un ministro italiano fa polemica invocando il pericolo del “cambiamento etnico”.

Un ministro italiano fa polemica invocando il pericolo del “cambiamento etnico”.

19 aprile 2023 alle 18:17Aggiornato il 19 aprile 2023, 18:53

Sappiamo che in Italia fiorì la dottrina della Grande Sostituzione. Questa non è solo una prerogativa dei militanti dei partiti di estrema destra, ma è soggetta a dichiarazioni ufficiali da parte di membri di spicco del governo.

Il ministro italiano dell’Agricoltura, cognato di Giorgia Meloni e non meno membro del suo partito Fratelli d’Italia, ha messo in guardia gli italiani dal “cambiamento razziale”. I commenti, rilasciati durante un convegno dal sindacato di destra Sisal, hanno scatenato feroci polemiche.

Parole diffamatorie

Mentre l’Italia affronta sia un calo storico del suo tasso di natalità che un’eccezionale ondata di arrivi di immigrati sulle sue coste, le parole di Francesco Lolloprigida sono scandalose. “Non possiamo rassegnarci all’idea del cambio di casta”, avverte il ministro dell’Agricoltura. Gli italiani hanno meno figli, quindi sostituiamoli con altri. Questo non è il modo di andare. »

L’opposizione si è affrettata a gridare allo scandalo, con l’attuale dibattito sul “rafforzamento della sicurezza” del governo Maloney nella gestione dei flussi di migranti. Elly Schlein, la segretaria del Partito Democratico, ha condannato i “commenti odiosi” che “puzzavano di supremazia bianca”.

Un evidente problema di manodopera

“C’è una reale urgenza sul fabbisogno di manodopera, mentre il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, è preoccupato. Nonostante la forte crescita del turismo, l’economia non cresce, i consumi sono deboli e mancano 230.000 lavoratori nel turismo e nel commercio, settori chiave in grado di creare nuovi posti di lavoro.

L’economia avrà bisogno di 560.000 lavoratori in più per affrontare le sfide dell’attuazione del suo piano di ripresa, per consolidare la sua scarsa crescita e per garantire la fattibilità del suo sistema di welfare state. L’Italia sta attraversando un inverno demografico con meno di 400.000 nascite lo scorso anno e perderà quasi 10 milioni di persone entro la fine del secolo. “Nel 2040, se questa tendenza sarà confermata, ci sarà un rapporto di un pensionato per un lavoratore”, preoccupa l’amministratore delegato della previdenza sociale italiana Pasquale Tridigo. Senza un afflusso ampio e regolare di migranti per pagare le nostre pensioni, la situazione sarà complicata. »

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Uso da parte delle donne

È una soluzione che Georgia Maloney non vuole accontentare. Chiede alle aziende di assumere più donne invece di assumere lavoratori stranieri. Il tasso di attività delle donne italiane è uno dei più bassi dell’Unione Europea. Era del 50,1% nel 2019, che rappresenta 17,9 punti con il tasso di attività maschile. Tra questi il ​​lavoro nero per 3,2 milioni di persone, pari al 12,6% della forza lavoro italiana, secondo gli ultimi dati Istatt.

Ma anche regolarizzandone un gran numero e aumentando la presenza delle donne nel mercato del lavoro, il ricorso ai migranti rimane essenziale. “Sono una risorsa per il Paese e per le nostre imprese, ne serve di più”, chiedono all’unisono Banca centrale italiana e imprenditori.