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Riconversione ex Hotel Due Torri, arriva l’ok dalla Provincia

Passi avanti: Canfora approva la variante urbanistica

Nuovo passo avanti verso la trasformazione del fatiscente Hotel Due Torri in centro di assistenza affidato all’associazione onlus “Nostra Famiglia”, proprietaria della struttura. Dopo l’ok arrivato lo scorso gennaio dalla Giunta Regionale, ora il presidente della Provincia di Salerno, Giuseppe Canfora, con decreto presidenziale datato 7 settembre, ha approvato la variante urbanistica necessaria per poter procedere con l’intervento. L’ultimo passaggio sarà poi quello in consiglio comunale.

Un lungo iter che si avvia verso la conclusione e che permetterà a breve all’organizzazione “Nostra Famiglia”, attiva dal 1976 nel campo della disabilità e riabilitazione nell’età evolutiva, di poter mettere mano al progetto di ristrutturazione del complesso alberghiero per farne un nuovo polo di assistenza, riabilitazione e ospitalità.

Un lungo iter verso la riconversione

Il progetto di variante al Put, elaborato dal Comune su proposta dell’associazione, era fermo in Regione dal 2002, finalmente sbloccato a febbraio e passato al vaglio della giunta regionale, è stato ora oggetto del parere favorevole del consiglio provinciale.

Così, stando alle premesse, con un finanziamento di oltre 4 milioni di euro l’ex Hotel Due Torri – che versa al momento in stato di totale degrado e abbandono – diventerà un centro specialistico della riabilitazione psicomotoria dell’età evolutiva con la possibilità di una accoglienza di tipo alberghiero per le famiglie che vengono anche da fuori regione.

Il progetto

Il progetto (qui la scheda dettagliata), redatto dell’architetto Gianpiero Santin, prevede l’abbattimento del complesso alberghiero e l’edificazione ex novo della struttura che sarà direttamente collegata con villa Ricciardi, attuale sede operativa della “Nostra Famiglia”. Sulla stessa area saranno inoltre realizzati parcheggi a servizio della struttura sanitaria e aree pertinenziali a verde. Il nuovo polo ospiterà così tutta la parte ambulatoriale con la realizzazione di nuovi studi medici in aggiunta a quelli di cui oggi l’associazione dispone. Non solo dunque l’ampliamento del bacino d’utenza che oggi si rivolge all’associazione “Nostra Famiglia” (sono circa 270 i bambini che ogni anno afferiscono al centro: solo la metà di questi da Cava de’ Tirreni, gli altri da tutta la Campania e, in alcuni casi, anche da fuori regione) ma anche la disposizione di nuove opportunità di lavoro.

Sul piano finanziario il progetto richiederà 4 milioni e 500 mila euro. Di questi il 45% (circa 2 milioni) sono stati stanziati grazie ai fondi Più Europa mentre la parte restante sarà messa direttamente a disposizione dall’associazione “Nostra Famiglia” con il contributo di due fondazioni.

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