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Attualità

Puliamo il Mondo dai rifiuti e dai pregiudizi. Si inizia con Foce Sele e Napoli

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Puliamo il Mondo.Iniziativa a Foce Sele e Napoli nel quartiere Ponticelli. Nel week end in Campania protagonisti oltre 20mila volontari per ripulire piu’ di 250 aree.

Ferro (Legambiente): “Si è cittadini di un territorio se lo si cura, a prescindere dalla nazionalità. ”

Ha preso il via oggi con iniziative a Ponticelli, a Foce Sele, Avellino, Solofra, Battipaglia, Arzano il week end di Puliamo il mondo – la storica campagna di volontariato ambientale di Legambiente che quest’anno si mobilita anche per l’inclusione sociale e contro i pregiudizi.

Stamattina iniziativa della pulizia della Foce del Sele, con la presenza dei ragazzi del centro di accoglienza di Capaccio e Spar Caritas di Eboli promossa dalla Riserva Foce Sele Tanagro mentre a Ponticelli in collaborazione con Assessorato all’Ambiente del Comune di Napoli, volontari di Legambiente e di Libera hanno ripulito i giardini intitolati a Ciro Colonna, vittima innocente della camorra e con gli alunni degli Istituti 70 Marino – Santa Rosa e Scajola Cortes sono state messa a dimora delle piantine nelle aiuole. Nell’occasione alla presenza dell’Assessore all’Ambiente del comune di Napoli Raffele del Giudice, della mamma e della sorella di Ciro, di Mariateresa Imparato e Francesca Ferro di Legambiente Campania e di Fabio Giuliani di Libera è stata scoperta una targa per ricordare Ciro Colonna, ucciso dalla camorra a 19 anni nel 2016 in un circolo ricreativo di Ponticelli, vittima innocente di un raid dei killer per uccidere un piccolo boss locale.

“Con Puliamo il mondo dai pregiudizi vogliamo creare un’occasione di coinvolgimento anche dei migranti e delle comunità straniere che risiedono nei nostri comuni, perché sono cittadini tutti coloro che si curano del proprio territorio, a prescindere dalla loro nazionalità. Ogni azione di Puliamo il mondo- commenta Francesca Ferro, direttore di Legambiente Campania- che vogliono ridare decoro agli spazi di vita comune sono un grande atto di civiltà, un messaggio in controtendenza, che unisce chi vuole salvare i mari dalla plastica e le periferie dall’immondizia con chi vuole salvare i territori dall’abbandono, dall’illegalità e degrado e ricostruire nuove relazioni di comunità e di comune appartenenza, anche con chi sta cercando nella nostro paese una speranza di vita e di dignità”.

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