Agosto 13, 2022

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E’ morto Eugenio Scalfari, fondatore del quotidiano italiano “La Repubblica”.

Amava i pensatori dell’Illuminismo, in particolare Diderot per il suo materialismo incantato. Come postfazione a una versione italiana, Sellerio, in Il sogno di D’Alembert, Eugenio Scalfari immagina una conversazione tra Julie de Lespinas e il filosofo sulla fragilità delle cose umane, dove quest’ultimo ricorda: “Per te, per me, per ognuno di noi, il nostro per sempre è la nostra eternità. » Leader della vita intellettuale italiana, famoso giornalista, titolare di una rivista di successo, fondatore di settimanale L’Espresso (1955), poi quotidianamente Repubblica (1976), Eugenio Scalfari, Aveva un grande amore per la lingua e la cultura francese. E mondo, Una delle sue letture preferite. Si è spento giovedì 14 luglio all’età di 98 anni. dichiarato Repubblica.

“Direttore”I suoi collaboratori o anche quelli a lui vicini, come viene affettuosamente chiamato, avrebbero voluto Repubblica, “È quasi un filo di carta.” Ha presieduto il ventennio tra il 1976 e il 1996, molto più sinistro e influente del suo modello in rue des Italiens parigina. Da oltre quarant’anni, Repubblica Crea opinione in Italia e crea il fenomeno attraverso le sue interviste shock o le sue indagini.

Leggi di più L’articolo è riservato ai nostri iscritti “La Repubblica”, 40 anni di storie italiane quotidiane

giornale Piazza Indipendenza – Un buon indirizzo per un mezzo, anche se in movimento – Una forza contraria, una forza di resistenza, maggiore della forza. “Diario di un corsaro”, Al direttore d’azienda dalla barba bianca di Garibaldi piace parlarne con calma. Ammiratore incondizionato della Rivoluzione francese, questo giacobino, che ogni anno invitava amici, intellettuali, uomini d’affari e politici a festeggiare il 14 luglio, avrebbe sinceramente voluto credere pienamente nella Repubblica e nello Stato in Italia. ok “La corruzione italiana nasce dall’essere considerato dal popolo un outsider, un ostacolo alla difesa dei propri privilegi da parte della classe dirigente”, ricordava con affetto.

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I giornalisti hanno molta paura

Sulle colonne del suo giornale ha auspicato l’austerità economica e la giustizia sociale, la benevolenza verso i comunisti riformisti, il dialogo con il mondo cattolico e, soprattutto, il rispetto della cosa pubblica. Anche dopo aver ceduto le redini del giornale, ha continuato queste opinioni nei suoi lunghi editoriali domenicali. “Le sue adorazioni”, Li chiamava scherzosamente.

Eugenio Scalfari è stato il giornalista italiano più influente, più rispettato e più temuto dell’ultimo terzo del XX.e secolo Era molto odiato anche da coloro che lo uccisero. “Se dovessi dare un voto darei 10 su 10 al capo della stampa, 8 al giornalista, ma nella media al politico perché spesso sbaglia”, Prende in giro un ex senatore a lui vicino.

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